Sanremo 2015: Emma Marrone, Arisa e Rocio Munoz Morales “stroncate” dal pregiudizio della critica e #lanoia

Diciamola tutta, siamo l’Italia che non si accontenta proprio mai, nemmeno quando Carlo Conti deve scegliere da chi farsi affiancare durante la conduzione di Sanremo 2015. Le vallette sono troppo “ragazze della porta accanto”, oppure: “la valletta è troppo bella ma non parla!”. Se sono semplici non le vogliamo, se sono molto belle ci rode il cu*o, se parlano dicono scemenze e se non parlano sono stupide e lo fanno perché non hanno niente da dire. Fate la pace con il cervello, soprattutto voi critici, voi che scrivete di televisione ed a volte lo fate in maniera talmente spietata senza alcuna preoccupazione.

Sanremo 2015: Emma Marrone, Arisa e Rocio vittima dei pregiudizi e la noia

Oggi Emma in conferenza stampa, quel broncio che aveva giurato di non far vedere un po’ l’ha mostrato, così, davanti a tutti, nella sua umiltà, con tutta la sua trasparenza quando ha detto che è abituata alle critiche, quelle parole feroci che avrà probabilmente letto e che le avranno fatto male. Arisa, anche lei era avvolta dall’ingenuità della ragazza con cui scambi due chiacchiere quando porti fuori il cane a passeggio. Era di cattivo umore, aveva le sue cose, ed allora? E Rocio, per quanto bella ed elegante si è dimostrata anche gentile, cordiale ed affabile. Cosa vi aspettavate? Arisa ed Emma sono cantanti, è vero. Ma sono state chiamate per ricoprire un altro ruolo.

Rocio rappresenta la “novità” e se parla poco (così come Emma e Arisa) è perché la prima donna lì dentro è Carlo Conti che in un colpo solo si sente un po’ Pippo Baudo, un po’ Mike Bongiorno e Corrado (giusto per volare basso Carletto?). Si scrive che sono legnose, che non sanno scendere le scale, che una rocker come Emma non può entrare in scena fasciata da un bellissimo vestito che per una sera la fa sentire una principessa. Ma perché? Che doveva fare? Indossare anfibi, occhiali da sole e borchie? Cosa dovevano fare per stupirvi, per scriverne bene? Scazzottarsi in diretta? Parlare tutta sera in salentino, lucano e spagnolo?

No perché queste critiche sterili sono davvero diventate #lanoia di un giornalismo che non è più tale. L’articolo che viene fuori tramite un tweet e le parole che si compongono sempre grazie ad insulti velati e cose già scritte 10, 100, 1000 volte. Vittime dei preconcetti, vittime di un pregiudizio, vittime di Twitter e dell’articolo facile solo perché firmato da un nome che “conta” ma non canta. Perché Sanremo è Sanremo.

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Giornalista e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.
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