Nella tormenta di neve in autostrada anche Pietro Valsecchi e Amedeo Goria

Pietro Valsecchi

C’era anche Pietro Valsecchi, titolare della società di produzione Taodue (tra le sue creature Distretto di Polizia e Ris) tra le migliaia di persone intrappolate la scorsa settimana sulla Firenze-Roma per colpa della neve. Il produttore ha affidato a Grand Hotel il racconto di quell’esperienza.

Eravamo a tre chilometri da Scandicci. Il canale Isoradio continuava genericamente a parlare di code, mentre noi eravamo fermi. Mia moglie Camilla mi suggeriva di rimanere calmo, e di respirare con il metodo zen. Ma era una cosa folle, c’erano scene da day after. A un certo punto, nel cuore della notte, io e due ragazzi toscani che erano a bordo di un’auto vicina ci siamo messi a svegliare quelli che dormivano nelle vetture ferme sulle corsie d’emergenza, per farli spostare nel caso arrivasse uno spazzaneve. Alla fine lo spazzaneve è arrivato, guidato da un giovane carabiniere. Ci siamo messi tutti dietro di lui e siamo arrivati all’uscita per Arezzo, dove, però, c’era un’altra coda di più di 30 chilometri. Le macchine, infatti, continuavano a immettersi in autostrada senza che nessuno le avvisasse del blocco che avrebbero trovato. A mezzanotte abbiamo tirato fuori i panettoni, e li abbiamo mangiati con i nostri compagni di sventura. Siamo arrivati a Roma alle sei del mattino, dopo diciotto ore di coda.

Tra i bloccati nella tormenta su quel tratto di autostrada, anche il giornalista di Raisport Amedeo Goria, che ha sottolineato:

E’ stato un vero disastro, bambini e anziani hanno corso il rischio di rimanere assiderati.

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