Vieni via con me, Roberto Saviano fa il bilancio del programma e risponde a tutte le critiche ricevute

Ieri sera è andata in onda l’ultima puntata di Vieni via con me, il programma condotto da Roberto Saviano e Fabio Fazio.

L’autore di Gomorra fa il bilancio della sua trasmissione sulle pagine del Corriere della Sera, che lo ha intervistato.

Un miracolo. Quando l’abbiamo scritto pensavamo a qualcosa di spurio e non ci aspettavamo questo successo. Quando un monologo ha un picco di 11 milioni di spettatori, più di una finale di Champions, è davvero una cosa incredibile.

Lo scrittore definisce la sua trasmissione un “racconto civile” e dichiara che non sa se tornerà a lavorare per questo programma e che sicuramente non lo rifarà nelle stesse condizioni che gli ha imposto la Rai per quest’edizione. Poi afferma che Maroni non aveva motivo per arrabbiarsi per quello che lui ha detto a proposito della ‘ndrangheta al Nord, in quanto lo scrittore ha solo “raccontato le inchieste”.

Tuttavia la richiesta del Ministro dell’Interno di intervenire in trasmissione è stata accolta la richiesta, mentre quella dei pro life ad intervenire no. Come mai questo trattamento diverso?

Perché raccontare una storia d’amore come quella tra Piero Welby e sua moglie Mina non significa affatto oscurare altre voci. Chi, dopo quarant’anni di sofferenza, ha chiesto di fermare la macchina a cui era attaccato non è affatto contro chi invece continua a sperare in quella macchina che lo tiene in vita. Il mio era un racconto d’amore, di sentimenti e di libere scelte. Non c’era nulla a cui replicare.

Saviano respinge le accuse di faziosità che sono state mosse a Vieni via con me, dicendo:

Per superficialità oggi si definisce faziosa l’espressione di un punto di vista. Mi sembra incredibile: avere un’idea significa essere di parte. Non si può esprimere una posizione senza che immediatamente sia data la parola al suo contrario, perché possa annullarla.

Le critiche non hanno riguardato solo il programma anche anche lo stesso Saviano. Lui cosa risponde?

“Ma io già l’ho detto molto prima…”, “Ma io l’ho scritto nell’89”, “Ma è troppo lento, troppo veloce, troppo televisivo, troppo poco televisivo”. Sono commenti che sento tutti i giorni. Un po’ ne soffri, poi finisce che ne ridi. Veder nascere la bile perché grazie alla televisione arrivi a tante persone che in genere ignorano certi argomenti, in fondo, ti dà soddisfazione.

Ormai Vieni via con me è finito. Che progetti ha per il futuro?

Cerco di finire il mio prossimo libro. A essere sinceri, il mio vero capolavoro non sarà fare un’altra Gomorra o una nuova trasmissione per milioni di persone ma cercare di ricostruirmi una vita. Ce la sto mettendo tutta, ma non so come andrà a finire.

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