Emanuela Tittocchia: “Sono stata a un passo dalla morte”

Emanuela Tittocchia

Ormai è uno dei volti più noti del piccolo schermo, grazie alla sua presenza in soap come Centovetrine e Un posto al Sole, ma anche alla partecipazione al reality La Talpa. Eppure ad Emanuela Tittocchia, quarant’anni, nata a Torino, qualche mese fa la popolarità non bastava: c’era in lei qualcosa che la spingeva a migliorarsi.

Da tanti anni volevo sottopormi a un’operazione per aumentare il seno, volevo una bella terza come quando avevo vent’anni, prima di avere problemi di anoressia: con la malattia il seno era sceso, e per molto tempo mi era andato bene così. Ma a un certo punto ho deciso di riacquistare le mie forme.

E così ad aprile si è decisa, come ha raccontato sulle pagine di Grand Hotel.

Quando sono andata dal chirurgo ero entusiasta, perché sentivo che stavo per vincere una battaglia contro me stessa.

Dopo aver effettuato tutti i controlli necessari, Emanuela si sottopose all’intervento. L’operazione in anestesia totale durò due ore, ma, una volta uscita dalla sala operatoria, l’attrice cominciò a perdere sangue. I medici la rassicurarono dicendole che si trattava di un episodio frequente, e la trattennero in clinica per altri due giorni, prima di rimandarla a casa. Lì iniziò la sofferenza: febbre alta, spossatezza, anche un blocco intestinale.

Così decisi di andare al pronto soccorso, dove mi praticarono una serie di trasfusioni: avevo l’emoglobina bassissima. Ci fu anche il rischio che mi dovessero riaprire, a causa di un’emorragia interna. Poi, per fortuna, tutto si sistemò.

Il consiglio finale di Emanuela è chiaro:

Non credete a chi dice che l’operazione al seno è un intervento semplice.

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Un commento su “Emanuela Tittocchia: “Sono stata a un passo dalla morte”

  1. Al consiglio di Emanuela Titocchia ne aggiungo un altro: DIFFIDATE DAGLI INTERVENTI DI CHIRURGIA ESTETICA NELLE CLINICHE PRIVATE.
    Purtroppo non è la prima volta che si leggono notizie di questo tipo; la maggior parte delle cliniche in cui si svolgono questi interventi non possiedono le strutture adeguate dove monitorare i/le pazienti dopo un intervento chirurgico(esempio una terapia intensiva) e “giustificano” le complicanze post operatorie come “una cosa normale” o peggio ancora “la prassi”; basti ricordare quanto accadde a Alessandra Pierelli….
    Gli interventi di chirurgia estetica non sono un gioco da ragazzi, nè prima nè dopo……

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