L’indignazione di Marina La Rosa verso gli ex coinquilini, dopo la morte di Pietro Taricone

Insieme a Pietro Taricone, la prima edizione del Grande Fratello, l’evento televisivo più famoso ed interessante della televisione italiana, ci ha regalato anche un personaggio particolarmente complesso come Marina La Rosa.
Durante le repliche che stava mandando in onda La 5, era davvero interessante vederli confrontare ed approcciarsi in un modo particolarmente personale. Totalmente diverso, invece, il rapporto che aveva Pietro con Cristina.
Sentimenti contrastanti, da parte di Pietro, nei confronti delle due ragazze, spesso espressi male, con sofferenza e nomination a seguire pur di non vedere l’oggetto del desiderio gironzolare in casa.

La “gatta morta” per eccellenza, ecco come era stata apostrofata superficialmente, da chi guardava quell’insolito esperimento da casa. Marina La Rosa è stata etichettata semplicemente così. Il primo esempio di donna bella ed intelligente, a cui probabilmente manca l’affetto ma che viene apostrofata tra le righe come “troia” (vi ricorda per caso Mauro Marin e Veronica Ciardi?).

Di recente Marina ha rilasciato un’intervista per Vanity Fair, in cui, in seguito alla scomparsa di Pietro ha affermato:

Quest’intervista non avrei mai voluto farla,

per poi aggiunge:

Gente che non lo vedeva da anni ne ha parlato come si fossero visti il giorno prima. Non sanno cosa sia il rispetto.

Marina e Pietro erano amici, anche se non si frequentavano spesso si sentivano costantemente, avevano trovato il modo di trasformare il loro rapporto e lo usavano così, inevitabilmente in maniera costruttiva. Probabilmente all’epoca nessuno avrebbe scommesso nulla su loro due, nulla che potesse trasformarsi in un qualsivoglia tipo di rapporto, ed invece vi sbagliavate.

Non ci frequentavamo tanto. Ma ci sentivamo regolarmente. Io e lui, con il passare del tempo, eravamo riusciti a instaurare un rapporto solido e sincero. Eravamo uniti da tante cose: l’instabilità, per esempio, che ha sempre caratterizzato le nostre personalità e le nostre scelte di vita. Ci confrontavamo spesso. Ma sempre tenendo fuori il lavoro.

Il loro ultimo incontro risale ad un mese fa, e Marina a riguardo afferma:

Ed è stato il solito. Se capiva che stavi giù, che vivevi qualche difficoltà, era sempre pronto ad aiutarti, a invogliarti a fare, a non tirarti indietro. Era uno con le palle, merce sempre più rara.

Ovviamente Marina, conoscendolo e frequentandolo costantemente, punta il dito su quanti, parlandone hanno elogiato Pietro come se fosse ancora un presenza fissa all’interno della loro vita:

Quel poco che ho visto in Tv mi ha fatto capire che tante persone non conoscono il significato della parola rispetto. Con quale faccia tosta persone che non lo incontravano da anni si sono messe a parlare di lui come se si fossero visti il giorno prima? Ma me l’aspettavo, sia chiaro.

Concludendo, dedica all’amico sentite parole, meravigliandosi anche dell’affetto del pubblico, parole vere, per descrivere chi era Pietro Taricone, parole da chi può permetterselo.

È stata incredibile la reazione della gente. Che mi ha sorpreso, ma fino a un certo punto. Al di là dei luoghi comuni, ’o guerriero e via dicendo, tutti quelli che conoscevano Pietro rimanevano affascinati dal suo modo di essere. Aveva un entusiasmo travolgente, che riusciva in qualche modo a trasmettere a chiunque lo avvicinasse. Si buttava anima e corpo in ogni cosa, era curioso, affamato di tutto. Era sempre a correre dietro a mille cose, Pietro. Era la persona più viva che io abbia mai conosciuto.

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Giornalista e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.
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