“Correva l’anno” racconta la storia d’amore tra Hitler ed Eva Braun. Un “incontro fatale” tra sentimento e morte

Adolf Hitler, uno dei più efferati dittatori dell’intera storia, è conosciuto da tutti per lo sterminio degli Ebrei e per le tante atrocità commesse.

Fino a poco tempo fa non era nota la sua storia d’amore con Eva Braun, una ragazza borghese.
Tale “incontro fatale”, che modificò per sempre la vita della donna e la condusse alla morte, è stato raccontato all’interno di “Correva l’anno”, documentario andato in onda ieri sera su RaiTre alle ore 23:45.

Eva Braun fu presentata a Hitler nel 1929 dal suo fedele collaboratore Hoffman. Ci volle qualche anno affinché la loro frequentazione diventasse una vera relazione, che si intrecciò con le vicende politiche, che coinvolsero la Germania: la salita al potere dell’efferato dittatore, la formazione del regime totalitario, la persecuzione degli Ebrei, la seconda guerra mondiale.

Forse la Braun non seppe mai realmente tutto quello che fu capace di fare l’uomo da lei amato, dato che Eva visse in ville isolate dalla città e poiché non poté mai entrare a far parte della vita pubblica del Furher. Infatti Eva era solo l’amante, di cui nessuno doveva venire a conoscenza. Hitler era considerato quasi una divinità, la sua vita era speciale, diversa da quella delle persone comuni; non poteva dunque sposarsi come facevano tutti.
Hitler era spesso lontano da lei, troppo occupato per i suoi progetti politici per dedicarle tempo. La ragazza ne soffriva, tanto da arrivare a tentare il suicidio. Dopo un po’ accettò la situazione: lei era solo l’amante, che non poteva pretendere nulla e che doveva farsi trovare sempre disponibile quando il Furher le faceva visita.

La loro storia fu destinata a concludersi in modo tragico: con un doppio suicidio. Poco prima della morte Hitler decise di sposarla. Il motivo, che condusse il dittatore verso tale scelta, è leggibile nel suo testamento:
“Ho deciso di prendere come moglie quella ragazza, che dopo anni di fidata amicizia ha deciso volontariamente di raggiungermi nella città ormai quasi completamente assediata, per condividere il suo destino con il mio. Secondo il suo desiderio, mia moglie verrà con me verso la morte”.

La ragione per cui la sposò fu una sorta di “riconoscenza” per la fedeltà che gli aveva sempre dimostrato.

La loro storia giunse a termine nel 1945: i loro cadaveri furono ritrovati nel bunker di Berlino ad una certa distanza l’uno dall’altro: non si abbracciarono nemmeno per intraprendere il loro viaggio senza ritorno.

Il documentario, che è stato il secondo episodio del ciclo “Incontri Fatali” (il primo è stato dedicato a Mussolini e Ciano), si è avvalso delle immagini a colori, girate dalla stessa Eva Braun con la telecamera, che le fu donata dal dittatore nazista. Come sempre, il filmato è stato commentato da una voce fuori-campo e ben costruito.

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