Esordio positivo per Paragone e “L’ultima parola”

Luigi Paragone ha esordito ieri sera con il suo nuovissimo “L’ultima parola”. E nuovissimo è stato anche il modo con cui il giornalista ha deciso di presentarsi: lui in bretelle e camicia, sullo sfondo le note di Il gorilla, celebre canzone di Fabrizio De Andrè.

Subito viene introdotto il tema della serata: la giustizia, o meglio, la mala giustizia. Tre ospiti raccontano le loro esperienze personali, chi più, chi meno tragica, ma tutti accomunati dallo stesso destino: sono stati carcerati innocenti. Destino che ora è passato, ma che ha per sempre segnato le loro vite.
Questa è solo l’anteprima.

La puntata fa il suo inizio ufficiale con Paragone che presenta gli ospiti: il primo è Luca Palamara, presidente dell’associazione magistrati, che è in collegamento e con il quale il presentatore avvia n confronto sullo scottante tema poco prima presentato. In studio ci sono Massimo Donadi, Maurizio Gasparri, il magistrato Fabio Roia e il giurista Di Federico. Uno per uno, con molto ordine, prendono la parola ed espongono i loro punti di vista su quello che è un argomento piuttosto spinoso.

Paragone presenta poi altri ospiti e mostra alcuni servizi, i quali raccontano tutti di vicende diverse, ma sempre uguali: storie di carcerati innocenti. Qualcuno di loro ha speso in cella una settimana, qualcuno tre mesi, ma altri addirittura quattro o undici anni. Poi, assolti come se niente fosse e nessuno a chiedere loro scusa. Il giornalista dichiara subito che il suo non è un processo contro la magistratura, ma vuole solamente raccontare delle situazioni che sono specchio di un qualcosa che assolutamente deve cambiare. Il discorso nello studio è molto diligente e tranquillo e di questo Paragone se ne compiace:

Sono davvero contento, perché finalmente stiamo riuscendo ad avere un confronto aperto e civile su questo difficile e importante argomento che è la giustizia.

E infatti tutto fila liscio, nessuno urla, nessuno si parla addosso… che noia direbbe qualcuno! E invece è proprio questa la novità, finalmente si riescono chiaramente a comprendere tutti i diversi punti di vista espressi. E c’è di più: Paragone chiama vicino a sé gli ospiti, in modo che possano dialogare direttamente tra di loro.

Qualcuno che rimpiange L’Era glaciale sicuramente ci sarà, ma l’esordio di Paragone è stato comunque positivo. Delusi quelli che si aspettavano una risposta a Santoro. Certo il prodotto può migliorare, crescere, e Paragone ha tutto il tempo per farlo.
Per ora sufficienza piena, ma si pretende qualcosa di più. Aspettiamo.

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