“Mi manda Rai tre”, tra soldi, magia, truffe e leggi da modificare racconta l’Italia di oggi

30/01/2010 di Marco Ceste

“Mi manda Rai tre” riesce sempre a proporre storie curiose, a volte incredibili. Come quella che ha aperto la puntata di ieri sera. In studio c’è una nonna di 78 anni di Pavia, che racconta la vicenda:

Ho mandato il ragazzo di mia nipote, con i miei soldi, a comprare un biglietto del “gratta e vinci”. Un biglietto da 500.000 euro. Ora mia nipote e il suo ragazzo vogliono i soldi. Ma quelli sono miei!

La signora spiega cha aveva anche promesso di dare loro 50.000 euro ciascuno. Ma il fatto surreale è che la nipote ha denunciato la nonna ai carabinieri per essersi appropriata del biglietto vincente. In studio entrano i parenti della nonna. La ragazza espone la sua storia, ovviamente opposta a quella raccontata dall’anziana signora. Vianello, in tutta sincerità, chiede alla nonna:

Ma 500.000 euro, non servono più a due giovani che a lei?

La lite procede, è feroce, e si capisce che questa non è una bizzarra storia di famiglia, ma qualcosa di più serio. Il denaro riesce a spaccare un nucleo famigliare. Il tribunale deciderà.
La seconda storia è tristemente famosa. All’ospedale Gallucci di Padova, diversi anni fa, furono effettuate diverse operazioni di impianto di valvole cardiache, provenienti dal Brasile. Due persone morirono a causa delle difettose valvole. In studio c’è la figlia di uno dei deceduti, operato nel 2001 dal Dottor Casarotto. A quest’uomo era stata proposta dal centro di Padova la sostituzione della valvola, perché si era già verificato un decesso. Ma la notizia del decesso non era stata diffusa e una seconda operazione era stata consigliata, ma non erano stati realmente esposti i rischi e la gravità della situazione.
Il Prpf. Casarotto, a quanto pare, prendeva tangenti per comprare quelle valvole brasiliane. Per ora ancora nessun rimborso. La magistratura ha già condannato in primo grado i responsabili, ma il processo è ancora in corso.

Protagonista del terzo caso è un uomo che racconta la sua storia: una vita segnata da problemi di natura sia fisica, sia morale, che ha tentato di risolvere frequentando maghi. Uno di questi maghi è uno dei personaggi più noti a livello televisivo: il mago Otelma. L’uomo afferma che era la madre a spingerlo da queste persone che gli hanno fatto spendere più di 60 milioni di lire. Persone che lui ha denunciato. Otelma entra in studio. Dice di non essere stato pagato dall’uomo e si dichiara quindi vittima del caso. La vicenda è contorta e a tratti comica, soprattutto grazie agli interventi del mago. Il 2 febbraio Otelma si dovrà presentare in tribunale, anche se dice che non andrà. Chissà come andrà a finire.

Infine, si parla di figli adottivi. Secondo la legge italiana, quelli non riconosciuti non possono sapere chi sono i loro genitori naturali, se non dopo cento anni. Una signora di 103 anni ce l’ha fatta, ha scoperto chi erano le persone che l’avevano messa al mondo nel 1906. È propri lei, con una incredibile lucidità, a raccontare la sua storia. In gioventù scoprì di essere stata adottata. Ora, ha anche ritrovato una sorella che non sapeva di avare.
In studio ci sono due figli adottivi, due uomini sposati, con famiglia, ma con la voglia di sapere. Loro, vorrebbero che la legge fosse modificata, per dare la possibilità a genitori e figli di ritrovarsi anche dopo molti anni. Per dare anche una seconda possibilità.

Vianello ha ancora una volta presentato storie diverse, interessanti, gravi e paradossali. “Mi manda Rai tre” dà voce ai più deboli, alle vittime e cerca di aiutare a risolvere i casi più spinosi.

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