“L’Arena”, i grandi della Tv. Esistono eredi di Mike Bongiorno, Raimondo, Tortora e Corrado?

25/04/2010 di Laura Errico

La seconda parte dell’appuntamento odierno de “L’Arena” è stata dedicata ai grandi volti della televisione: Corrado Mantoni, Raimondo Vianello, Mike Bongiorno ed Enzo Tortora.

La discussione è ruotata intorno ad una domanda: esistono eredi di questi personaggi che hanno fatto la storia del piccolo schermo?

Dopo aver raccontato qualche aneddoto su Corrado Mantoni (il quale ha voluto una modifica della figura femminile in tv: da colei che aveva il solo compito di portare una busta ad un ruolo più attivo e di partecipazione), i presenti in studio iniziano ad esprimere le loro differenti opinioni.
C’è chi afferma che Mike, Tortora e gli altri sono stati talmente bravi da essere inimitabili, a chi, invece, sostiene che non ha senso parlare di eredi, dato che oggi c’è una televisione, un pubblico, un’Italia e una morale differente, tanto che un conduttore come Corrado non funzionerebbe nel piccolo schermo odierno.

Un filmato propone dei possibili sostituti ai conduttori del passato: Paolo Bonolis, Fiorello, Gerry Scotti, Fabrizio Frizzi, Carlo Conti, Pupo, Fabio Fazio.

Vengono posti anche due importanti spunti di riflessione: è giusto parlare di eredi oppure sarebbe meglio dire che ogni epoca ha i suoi bravi showman? Non sarebbe meglio dire che, così come i passati conduttori sono immortali nel presente, anche i nostri bravi presentatori lo saranno per le generazioni future?

Interviene nel dibattito anche qualche persona del pubblico: la differenza dal passato è che per entrare nel tubo catodico non serve più fare la gavetta è l’opinione di una, mentre un’ altra asserisce che nella tv di oggi non c’è nessun buon conduttore.
Il conduttore Massimo Giletti ribatte al secondo commento, elogiando la bravura di Bonolis e Fiorello.

A porre fine alla discussione è l’affermazione che la differenza tra la tv del passato e quella del presente è che negli anni precedenti per entrare nel piccolo schermo bisognava essere degli uomini “perbene”, mentre adesso, dei personaggi.

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