“In Italia” di Fabri Fibra: tentativo malriuscito di programma impegnato

26/02/2010 di Patrizia Sergio

Il programma di Fabri Fibra, In Italia, è l’ennesimo trionfo della retorica che campeggia in televisione. La veste è quella di un’indagine tra le problematiche sociali che ha come protagonisti i giovani.

Certo, Mtv si rivolge ad un pubblico giovane ma gli argomenti trattati non differiscono molto da quelli che puntualmente si ritrovano nei programmi d’approfondimento. La scelta di Fabri Fibra quale conduttore non è certo casuale. Infatti non essendo un giornalista ma un rapper, dovrebbe parlare ai giovani senza filtri. È più facile che i telespettatori poco avvezzi alle noiose inchieste sul genere “Matrix” e quant’altro seguano le sue pseudo interviste. Il programma dura poco più di un’ora, ha uno sviluppo easy e immediato, ma i temi sono quelli di sempre: vita nei campi nomadi, terremoto de L’Aquila…

Il risultato è quello di una fotografia molto superficiale e molto ipocrita. Inoltre il “conduttore” non scava nella notizia, non offre particolari spunti di riflessione e soprattutto manca di un punto di vista critico. Si ha la sensazione che il programma rifugga dalla retorica giornalistica ma anche dal tentativo di voler parlare di determinati temi in modo innovativo. Una sorta di turismo mediatico nelle vite di che sta peggio, di chi non si arrende ma che a fine programma non aggiunge nulla a quanto un telespettatore non possa già sapere.

Racconti di vita vera, istantanea della new generation, che lontanamente ricorda il modello ben più dignitoso e coraggioso improntato da Pasolini. Ma In Italia è una bolla di sapone.
Un tentativo mal riuscito di conferire una veste “impegnata” ad un canale che offre solo musica. Che ognuno faccia il proprio mestiere e se si vuole sperimentare un approccio inedito, fuori dagli schemi, che almeno lo si faccia con un minimo di preparazione.

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