“C’era una volta la città dei matti”, la fiction di RaiUno su Franco Basaglia: colui che diede dignità ai malati di mente

07/02/2010 di Laura Errico

Trent’anni fa moriva Franco Basaglia, il promotore della legge 180, che portò alla chiusura dei manicomi in Italia.
Una figura fondamentale poiché fu proprio lui a far capire che i malati di mente sono persone che devono essere rispettate e che hanno, come tutti, una loro dignità.

Ed è proprio a tale personaggio che RaiUno dedica una fiction in due puntate, in onda stasera e domani sera in prima serata.
Basaglia, interpretato da Fabrizio Gifuni, si ritrova negli anni ‘60 a dirigere il manicomio di Gorizia, dove viene a contatto con una realtà disumana: i malati di mente vengono legati al letto, immobilizzati con le camice di forza e storditi con gli elettroshock. Preso coscienza di ciò, il protagonista lotterà per dare dignità ai reclusi e per far capire che la pazzia è una malattia da curare e non da discriminare.

A proposito del suo personaggio Gifuni ha dichiarato:

Basaglia partì da una considerazione molto semplice. Voleva applicare alla lettera l’articolo 3 della Costituzione che così recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge”. Sembra un concetto rivoluzionario; invece è solo un diritto.

Nel cast compare anche Vittoria Puccini, che recita nel ruolo di Margherita, una ragazza fatta rinchiudere dalla madre per il suo carattere esuberante.

Per la regia di Marco Turco, la miniserie è prodotta da Claudia Mori e realizzata da Ciao Ragazzi.

Dopo “Lo scandalo della Banca di Roma”, “Gli ultimi del Paradiso” e “Sant’Agostino”, RaiUno continua a proporre fiction incentrate su contenuti importanti e problemi reali, fiction che servono e che devono far riflettere.

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