Articoli marcati con tag ‘Che tempo che fa’
A Che tempo che fa di domenica, Fabio Fazio ospita Eugenio Scalfari e Antonella Clerici, con Flavio Caroli e Giovanna Zucconi
Giovanna Zucconi con Bookstory, la rubrica su libri e letteratura, e Flavio Caroli con Una visita guidata, appuntamento di critica e storia dell’arte e della pittura, salutano Fabio Fazio ed il pubblico in apertura di puntata, per fare poi spazio ad Eugenio Scalfari, un “nome” del giornalismo italiano.
Fondatore de la Repubblica e l’Espresso, è ora nelle librerie con il saggio Per l’alto mare aperto, nel quale si fa portavoce dell’ultima – questa – generazione di moderni. Scritto sotto forma di viaggio, il libro, discorsivo e scorrevole, ha per centro la storia del pensiero moderno, cioè la conquista della conoscenza, che Scalfari decide di raccontare e non di spiegare. E’ con Montaigne, filosofo, scrittore e politico francese vissuto nel 1500 che, secondo il giornalista italiano, inizia la modernità, e con Friedrich Nietzsche (Nice), filosofo tedesco vissuto nel 1800, finisce.
Proclamata nel marzo scorso Personaggio femminile dell’anno, Antonella Clerici fa capolino in collegamento da Napoli, nel salotto di Che tempo che fa, con l’allegria travolgente che la caratterizza. Dopo la conduzione del 60° Festival di Sanremo, il 10 febbraio scorso ha pubblicato Aspettando te, libro autobiografico sull’esperienza di essere madre dopo i quarant’anni.
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A Che tempo che fa di sabato, Fabio Fazio ospita Hans Küng, Lucio Dalla – Francesco De Gragori e Gualtiero Marchesi, con la partecipazioni di Gramellini e Mercalli
Le analisi climatiche ed ambientali di Luca Mercalli danno il benvenuto al pubblico di Che tempo che fa, preparato ad accogliere l’arrivo del “maestro” della cucina italiana Gualtiero Marchesi, il quale festeggia i suoi 80 anni, compiuti il 19 marzo scorso, presentando Marchesi si nasce – Questa è la mia storia.
Il libro è un’autobiografia in chiave culinaria della vita di Marchesi, che riguardo l’arte di cucinare afferma: “L’ispirazione nasce da tante cose”, e spiega che per la riuscita di un nuovo piatto è necessario, in primis, imparare a cucinare. “La materia è la cosa più importante – prosegue -, e in cucina si può essere barocchi o minimalisti come me”. L’essenziale, inoltre, è “arrivare ad avere armonia nel piatto” ricorda Marchesi.
Altro ospite della trasmissione è Hans Küng, sacerdote, teologo, filosofo svizzero, e dal 1996 professore emerito di Teologia ecumenica presso l’Università di Tubinga. Definito il teologo ribelle, poiché contro il dogmatismo religioso, Küng ha da poco ultimato il suo nuovo saggio intitolato Ciò che credo: “Credere è avere una fiducia ragionevole, nella vita, in Dio” dice. Egli sostiene di credere prima di tutto nella vita terrena e poi in quella ultraterrena, ed invita ad avere fiducia nella vita, nella realtà e nelle altre persone prima di tutto: “Io voglio avere una fede in Dio fondata nella vita” conferma.
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A Che tempo che fa, Fabio Fazio ospita Nichi Vendola, Enaiatollah Akbari, Max Gazzè, Giovanna Zucconi
Nella giornata della Liberazione dell’Italia dal Nazifascismo, 25 aprile 1945, a 65 anni di distanza, una storia speciale di libertà è quella di Enaiatollah Akbari, un giovane rifugiato politico afgano che vive da 5 anni a Torino. Enaiatollah, chiamato Giorgio nel nostro paese, ha impiegato circa 10 anni a giungere in Italia, grazie al gesto d’amore di una madre, la sua, che lo ha portato via dall’Afganistan e da un futuro di morte con i Talebani, ma lo ha poi lasciato per ritornarvi.
Attraversando da solo Pakistan Iran, Turchia e Grecia, la sua storia è raccontata nel libro di Fabio Geda Nel mare ci sono i coccodrilli – Storia vera di Enaiatollah Akbari e rappresenta una vicenda di liberazione. Enaiatollah bambino lavora per sopravvivere:
Ho avuto sempre paura, ma ero obbligato, per cercare una vita migliore,
spiega, ed alla fine riesce a trovare la libertà in Italia.
Commosso dal racconto del giovane afgano, Nichi Vendola, rieletto lo scorso marzo presidente della Regione Puglia, accenna al 25 aprile dicendo di:
Non dimenticare cosa è stato il tributo del popolo italiano alla liberazione,
con tanti giovani che hanno dato la vita per salvare la patria.
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A Che tempo che fa del sabato, Fabio Fazio ospita Al Gore, Margherita Buy e Gianni Minà, con Massimo Gramellini e Luca Mercalli
Luca Mercalli apre la serata con la notizia della Nasa, riguardante il clima, di un marzo, appena passato, risultato il più caldo della storia della Terra.
Segue Gianni Minà, giornalista e documentarista, il quale festeggia i primi 10 anni della rivista LatinoAmerica, trimestrale di geopolitica sul continente sudamericano, di cui è direttore dal 2000.
Subito dopo è la volta dell’attrice Margherita Buy, che in venticinque anni di carriera ha collezionato 5 David di Donatello e 7 Nastri d’Argento, e si ripresenta nelle sale cinematografiche con Matrimoni e altri disastri, terzo lungometraggio di Nina Di Majo.
Al Gore, l’ospite più atteso della puntata, invitato al Festival Internazionale del Giornalismo che si sta svolgendo a Perugia in questi giorni, è alla sua prima intervista in esclusiva alla televisione pubblica italiana. Lasciata la politica, torna ad occuparsi di due temi importanti e a lui cari: l’ambiente e la comunicazione. Prima giornalista ed in seguito vicepresidente degli Stati Uniti d’America durante la presidenza di Bill Clinton, cinque anni fa fonda il network televisivo indipendente Current TV, attivo e visibile, attualmente, negli Usa e in Europa, e a breve anche in Africa, con la finalità di raggiungere con la comunicazione tutti. “Current Tv rappresenta l’informazione indipendente – spiega Al Gore – e il successo in Italia di Current Italia è la fame di questo paese proprio d’informazione indipendente”. Inoltre, aggiunge: “La Current Tv esiste per collegare il dinamismo di Internet con la televisione”.
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A Che tempo che fa, Fabio Fazio ospita: Gino Strada, Carlo Fruttero, Paolo Rossi
Lasciato poco più di una settimana fa con un appello, in merito all’arresto di tre suoi colleghi, a Che tempo che fa, ritorna Gino Strada, leader di Emergency – associazione medica che assiste le vittime civili delle guerre -, per dare la notizia della liberazione dei tre operatori dell’associazione – Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani –, scarcerati ieri. Strada ringrazia il Governo italiano e afgano, raccontando come opera Emergency da anni e sottolineando l’inspiegabile motivo, ancora ignoto, dell’arresto.
Si passa quindi all’intervista, in collegamento dalla sua casa, con Carlo Fruttero, scrittore e giornalista, che presenta Mutandine di chiffon – Memorie retribuite, già nelle librerie da aprile, uno scritto con episodi di vita che compongono la sua biografia. “E’ il titolo di una canzonetta del 1921, mi pare”, spiega Fruttero riguardo alla frivolezza del nome che porta il libro. “E’ un libro di ricordi” afferma lo scrittore, il quale con molta simpatia ed allegria viene omaggiato da Fabio Fazio con il disco che contiene il motivetto canoro “Mutandine di chiffon”.
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A Che tempo che fa, ospiti: Gillo Dorfles e Renzo Arbore, con Flavio Caroli, Massimo Gramellini e Luca Mercalli
Apertura della serata di sabato con la rubrica d’arte curata da Flavio Caroli, seguita dall’ospite Gillo Dorfles, definito “L’uomo più elegante del mondo” a Che tempo che fa.
Da poco divenuto centenario, Dorfles, pittore, teorico, storico e critico dell’arte e del design, presenta Irritazioni, raccolta di articoli e interventi sull’irriducibile inconciliabilità con i tempi moderni.
Quello che è irritante non è divertente [..]; la vera irritazione è quello che non vorremmo vedere, che ci dà fastidio nel prossimo,
dice. Uomo ironico – lo irrita, poiché scaramantico, chi prenota il posto a teatro o in albergo con molto anticipo “per me la scaramanzia è fondamentale” – dichiara:
Questo è stato un secolo molto speciale [..] dove ci sono state trasformazioni incredibili [..] ed è bello esser vissuto in questo secolo.
A “Che tempo che fa”, il ritorno di Roberto Saviano ed, in esclusiva, Gino Strada
Questa, per Fabio Fazio, gli spettatori di Che tempo che fa ed i cittadini italiani, non è una domenica come le altre. Infatti, in seguito alle ultime notizie di cronaca estera, riguardanti il coinvolgimento di tre operatori facenti parte dello staff dell’ospedale di Emergency a Lashkar Gah, in Afghanistan, arrestati con l’accusa di complotto per uccidere il governatore di Helmand, Gino Strada, fondatore dell’associazione che aiuta, prestando cure sanitarie, le vittime di guerra, si è fatto sentire.
Oltre ad una conferenza stampa in cui ha dichiarato che questa è “Una guerra preventiva del governo Karzai contro un testimone scomodo come Emergency”, fa un appello da Fazio, affinché non venga chiuso l’ospedale, davanti al quale molte persone stanno manifestando, in queste ore, in quanto, a loro dire, aiuterebbe i talebani. Chi vuole sostenere questa causa, può firmare la petizione “Io sto con Emergency” sul sito www.emergency.it
Puntata, quindi, all’insegna di uomini coraggiosi – che da tempo si battono con i fatti e con le parole per ciò in cui credono – quali, oltre a Gino Strada, lo scrittore Roberto Saviano.
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A “Che tempo che Fa”, ospiti del sabato sera: Roberto Giacobbo e Antonio Padellaro, con Antonio Albanese, Massimo Gramellini, Luca Mercalli
Previsioni climatiche a cura di Luca Mercalli e fatti della settimana commentati dal giornalista Massimo Gramellini aprono la puntata del sabato sera di Che tempo che fa. Tra le notizie della personale top seven del vicedirettore del quotidiano La Stampa, un accenno alle prossime riforme politiche del centro-destra, il Papa – sotto il tiro della stampa estera per le vicende dei preti pedofili – che si dice disposto ad incontrare le vittime di abusi, e ancora la politica, questa volta dal punto di vista del centro-sinistra, in cerca di un nuovo candidato che riporti voti nella coalizione.
Altro giornalista invitato nel “salotto” di Fabio Fazio è Antonio Padellaro, direttore e fondatore de Il Fatto Quotidiano, in edicola dal 2009. Giornale di inchieste e caso editoriale dell’anno con oltre 60mila copie vendute in circa sei mesi di vita, Il Fatto Quotidiano è una testata di opposizione, come dichiara Padellaro, in quanto né di sinistra, né di destra.
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