Articoli marcati con tag ‘Angolo della critica’

Non è la Rai: ecco perché non dovrebbero rifarlo

“Tutta invidia, tutta invidia chi non fa Non è la Rai…” questo uno dei tanti motivetti che cantavano in coro negli anni ‘90 le famose lolite di Non è la Rai, trasmissione ideata e diretta da quel genio di Gianni Boncompagni, che non smentisce un possibile ritorno della trasmissione, come anticipato qui. Intervistato dal quotidiano free EPolis, afferma a riguardo:

Può darsi, lo dicono in tanti. Certo replicare una trasmissione che ha fatto epoca, con le ragazzine che all’uscita da scuola seguivano il programma sui televisorini portatili, sarebbe difficilissimo. Chi guardava Non è la Rai allora la seguirebbe anche oggi. E poi ci sono le nuove generazioni. La trasmissione, con i suoi provini e la magia del Palatino, ha un marchio di fabbrica inconfondibile.


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Ballarò: l’unica verità di un dittatore

Ieri sera i telespettatori di RaiTre hanno potuto assistere a una scena che speriamo non si ripeta mai più in un paese democratico come il nostro. Durante l’ultima puntata di Ballarò infatti, mentre gli ospiti in studio (Il ministro dell’economia Giulio Tremonti, il senatore del PD Enrico Morando, il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, i giornalisti Enrico Mentana e Massimo Giannini, vicedirettore di “Repubblica”, il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli) discutevano riguardo gli importanti temi relativi alla manovra economica varata dal governo e le reazioni che il provvedimento sta suscitando in Italia, il premier Silvio Berlusconi ha interrotto la puntata con una telefonata nella quale ha fatto alcune affermazioni che è opportuno confutare:

1) “Certe cose non si riescono a sopportare”. Quali cose, signor presidente? La satira graffiante di Maurizio Crozza o gli interventi degli ospiti in studio? Forse un giornalista giovane e capace come Massimo Giannini non può riferire ai telespettatori notizie sulle manovre fiscali del Governo?

2) “Il giornalista della Repubblica Giannini ha mentito dicendo che da parte mia un sostegno circa l’evasione fiscale non c’è mai stato”. A questo proposito le ricordiamo, signor presidente, lo scudo fiscale vigente in Italia secondo il quale si possono rimpatriare, nel pieno anonimato, capitali esportati illegalmente all’estero pagando allo Stato solo il 5% della somma rimpatriata.

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Isola dei Famosi 2010: verso la finale. Tutti i “malesseri” di un programma in “caduta libera”

Gli ascolti che scendono a picco, che precipitano, e la Ventura che vuole simularli. Lo scorso lunedì, infatti, durante la sigla iniziale che apriva la semifinale è rovinosamente precipitata a terra per la seconda volta. Caduta da incorniciare tra i pezzi “rari” della tv italiana. Vola a terra, fa finta di niente e si rialza.

Per fortuna non si è fatta nulla, meglio così.

Ma vogliamo parlare di questa edizione dell’Isola? Io vorrei volentieri non farlo, ma per dovere di cronaca lo faccio ugualmente. Un reality partito male fin dal primo giorno, fin dalla prima puntata. Naufraghi lanciati nel vuoto, atterrati nella bassa marea di un oceano che ha creato dolori e malori più o meno gravi praticamente a tutti. Luca Ward costretto dopo poco ad abbondare, stava per rimetterci le penne riportando quattro fratture, rischiando perfino la paralisi, roba da reality insomma e anche da denuncia.

All’inizio l’attore appare incazzatissimo, minaccia di denunciare lo show e la Magnolia, poi gli passa, va in studio e ringrazia felice, nonostante il dispiace per aver abbandonato decisamente in anticipo. Mi pare giusto, io ricevo un calcio nel fondoschiena che mi fa finire rovinosamente in terra, poi mi rialzo, mi arrabbio con colui che ha preferito vedere la mia faccia spiaccicata a terra, ma ad un certo punto, mi commuovo, facciamo pace e incomincio pure ad elogiare il mio “nemico”, vita vera insomma, altro che reality (?).

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Quando si fa sempre più fatica a guardare la televisione…

Se fossi uno spettatore televisivo sprovveduto mi commuoverei quando il viso di Barbara D’Urso si contorce in smorfie buoniste e finte. Crederei al fatto che la telecamera, una puntata si e l’altra pure, la “colga” mentre scherza fuori onda con il pubblico (figuranti pagati regolarmente). Se fossi un telespettatore ingenuo crederei che La pupa e il secchione sia un reality reale.

Intendiamoci, quando la pupa non riconosce il Presidente Napolitano, lì, bisogna credere alla verità che trasuda dal televisore. Perché è vero che la tv non fa altro che rispecchiare la società in cui vive; non fosse altro perché è la società che costruisce e domina la televisione. Insomma, di pupe (e pupi) reali che non conoscono il nome del nostro Presidente della Repubblica siamo circondati.

La televisione italiana, quella che si fatica sempre di più a vedere, negli ultimi giorni ci ha regalato novità più o meno nuove. Il suddetto reality show di Italia Uno, il funerale live (ossimoro voluto, in onore del cinico Raimondo) di Vianello, la scelta del tronista Marcelo Fuentes a Uomini e Donne. Senza dimenticare l’intervista (incredibile) allo stalker di Laura Pausini ed Elisa Triani a quella Domenica 5 che, secondo la sua (dello show) “mente”, Barbara D’Urso, sarebbe dovuto essere meno trash (impresa quanto mai semplice, ma incredibilmente fallita) del contenitore domenicale targato Paola Perego.
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Jekyll: la vera faccia della Tv. Siamo proprio sicuri?

Jekyll vuole essere un tentativo disimpegnato di mostrare gli “orrori” che circolano in Tv e nel web, ma sono sufficienti pochi istanti per accorgersi che si tratta della solita minestra riscaldata, di quanto già Striscia e simili celebrano attraverso le proprie rubriche.

Per la serie: “Non si butta via niente”, e così si realizza un intero programma votato al riciclaggio mediatico. Se il fine è quello di ironizzare sull’assurdo mostrando il ridicolo, bisogna ammettere che il risultato è molto blando. Probabilmente perché il rischio è quello di mostrare i limiti della stessa rete che ospita il programma in questione. Inoltre, la voce fuori campo non aggiunge nulla ad immagini sin troppo eloquenti e banali.

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Quello che abbiamo visto ieri in tv: un venerdì sera per tutti i gusti

Quello di ieri sera sembrava il palinsesto ideale, in grado di andare incontro ai gusti di ogni tipologia di telespettatore. Da L’Ispettore Coliandro su Rai Due, a Orgoglio e Pregiudizio su Rete Quattro, da Ciao Darwin su Canale Cinque a C.S.I. su Italia Uno.

Tuttavia ad una apparente difficoltà di scelta è subentrato un subitaneo e irritante disinteresse generale, che ha favorito lo zapping più feroce da un canale all’altro nel tentativo di essere catturati da una delle “interessanti” proposte. Fatta eccezione per C.S.I. che resta una confortante garanzia, il resto poteva anche essere evitato.

La commedia rosa in costume esercita un fascino indiscusso, ma dopo un primo entusiasmo e una sopportabile tolleranza dinanzi a una cornice vuota, il film sfinisce anche i più romantici, soprattutto a causa della monotonia e della lentezza (non è certo un capolavoro cinematografico, fa quasi rimpiangere la storica versione del 1940).

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“The player”: meglio grandi effetti digitali che veri contenuti innovativi?

Ancora una volta i giovani sono i protagonisti di un programma in onda su Dj Tv, The player.

Il retorico, noioso e quanto mai inutile tentativo di far riflettere su tematiche abusate è sottilmente evitato. Lo sviluppo è meno prevedibile di quanto si possa temere.
Gli ingredienti sono usuali: i giovani, la musica, i sogni e qualche problema con le proprie famiglie. Inserire il conflitto generazionale, anche se in modo soft, aggiunge sempre un po’ di pepe. Se l’idea che sottende il programma è godibile, tuttavia i cliché abbondano e così ancora una volta il risultato è quello di volere incasellare i giovani in categorie semplicistiche e anacronistiche.

Che si tratti di un artista, di un attore o di uno scrittore, il comune denominatore è la musica e la passione per l’arte. Nonostante il programma si lasci guardare, la voce fuori campo spesso è anche fuori luogo, è quasi un elemento di disturbo che sminuisce ulteriormente il contenuto del programma, ammesso che ce ne sia uno.

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Censura della Rai, notizie false al TG1

Cosa sta succedendo all’informazione italiana? Il Tg1, il tg più importante delle tre reti Rai, quello con la tradizione più antica, è lo specchio perfetto di una situazione che può essere definita per lo meno anormale, se non peggio. Infatti proprio ieri, dando la notizia della prescrizione del reato di corruzione contestato a Mills, l’illustre telegiornale ha parlato di “assoluzione di David Mills”. I

n realtà si è provato che David Mills è stato corrotto da alcuni avvocati, pare proprio per conto di Silvio Berlusconi. Ma a David Mills è stato prescritto il reato, e ciò non vuol dire che questi sia stato assolto. C’è una bella differenza tra i termini assoluzione e prescrizione: se io vengo assolto, significa che non ho commesso il reato; se io vengo corrotto, e il mio reato è prescritto, vuol dire che io vengo riconosciuto colpevole di tale reato, ma non posso più essere condannato perché il reato è stato da me commesso troppo tempo prima della chiusura del processo. Operando questo cambiamento di parole, il telegiornale ha falsificato una notizia garantendo la diffusione della disinformazione.

In questo clima di particolare, come dire, leggerezza nel dare le notizie, si innesta poi l’ultima geniale trovata del Direttore Generale della Rai Mauro Masi.
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