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Daria Bignardi e “L’era glaciale” imbarazzantemente tagliati. Al suo posto il nuovo talk politico di Gianluigi Paragone

Daria Bignardi e“L’era glaciale”sono stati tagliati. Doppiamente tagliati. Sì, perché per ora la trasmissione non andrà più in onda e quando riprenderà ad aprile, se riprenderà, le dieci puntate che come da contratto erano in prime time, saranno spostate in seconda serata. Insomma, un contentino che chissà quanto accontenterà la conduttrice. Sicuramente ben poco, anzi. Lei non commenta, ma dal suo entourage a dalla Endemol, che detiene i diritti del format, traspare tutta la delusione per una scelta che sa un po’ di qualcosa che sta tra la punizione e la cosa personale.

Al posto dell’Era glaciale vedremo Gianluigi Paragone che, dal 15 gennaio, condurrà un talk politico, “L’ultima parola”. Un talk politico. Già, un altro!
Massimo Liofredi, direttore di Rai 2, dichiara:

Io non sono né un censore né un epuratore. Non ce l’ho con la Bignardi, per me lei può tornare ad aprile con dieci nuove puntate della sua trasmissione, salvo che qualcuno sopra di me non decida diversamente.

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L’Era Glaciale si tinge di giallo. L’ultima puntata va in onda con cinquanta minuti di ritardo, ufficialmente si parla di problemi tecnici, ufficiosamente di contenuti spinosi

I programmi di Daria Bignardi meritano sempre una menzione di riguardo, sia per la professionalità della conduttrice nonché per il ricco e stimolante parterre degli ospiti intervistati. Infine, altro risvolto raro e gradevole è riscontrabile nella bella scenografia, quasi teatrale, che contraddistingue L’Era Glaciale.

Ma cosa è accaduto l’ultima puntata che ha visto protagonisti Fiorella Mannoia e Morgan? La registrazione è infatti andata in onda con cinquanta minuti di ritardo, posticipo che la produzione ha giustificato sotto la voce “problemi tecnici”. Ufficiosamente però sembra che sia stato utile un taglia e cuci al fine di scongiurare spiacevoli incidenti diplomatici a causa di contenuti politici particolarmente arditi. Peccato.

Del resto, facendo delle rapide valutazioni, né la Mannoia né Morgan né, tantomeno la Bignardi, rappresentano esattamente la mediocrità televisiva che spaccia per satira battute che non farebbero tremare nemmeno l’omin di pan pepato.

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