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Articolotre chiude i battenti; Maria Luisa Busi: “Colpa di una contro-programmazione feroce”
Articolotre, la trasmissione condotta sulla terza rete Rai da Maria Luisa Busi, ha chiuso i battenti.
Nonostante tutti i buoni propositi del programma della prima serata del venerdì, basato proprio sui principi dell’articolo 3 della nostra Costituzione, che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge senza distinzione alcuna, gli stessi cittadini pare non l’abbiano premiata almeno in termini di ascolti.
La televisione è così. Credevo e continuo a credere in un servizio pubblico che si occupi dei diritti dei cittadini e dei consumatori. Considero Maria Luisa Busi una delle migliori risorse professionali della Rai e la ringrazio di aver condiviso con generosità questo progetto di Raitre,
commenta Paolo Ruffini, direttore di RaiTre.
Articolotre: sogni truffati
Si sa che non è sfregando la lampada di Aladino che i sogni si avverano, ma nemmeno affidandosi a un certo Alessio Sundas, titolare di un’agenzia di moda.
Articolotre apre una nuova puntata dedicata ai sogni, con la testimonianza, tra le altre, di una cittadina italiana attratta dal mondo dello spettacolo, che incappa in un’agenzia, quella di Sundas, e perde circa 2 mila euro, i soldi chiesti da questo agente per realizzare book fotografici da utilizzare come presentazione della giovane.
Adulti e ragazzi nella trappola di Sundas sembrano abboccare come pesci alle promesse dell’agente: succede infatti anche a un padre di famiglia di perdere mille euro, per essersi rivolto a Sundas col sogno di una pubblicità per il figlio piccolo.
Indagato a seguito di denunce da parte dei truffati, Alessio Sundas è stato condannato, dal tribunale di Firenze, in primo grado per truffa a una pena di tre anni e quattro mesi di carcere, e deve risarcire gran parte dei clienti, ma, colui che ha lanciato una linea di jeans col nome del Rom che ha ucciso persone innocenti in un incidente stradale in Italia anni fa, non si è fermato. Sundas, infatti, continua il proprio lavoro, e sul sito si legge che non si occupa più di book fotografici. Non basta. La sfacciataggine dell’agente televisivo lo porta ad affermare al telefono, intervistato da un giornalista del programma di Rai Tre, che : “Sono riuscito a far diventare star dei criminali. [..] Vai a vedere sul sito le cose belle che ha fatto questo ragazzo”.
Articolotre: il sostegno scolastico ridotto all’osso; cittadini alle prese con i gestori telefonici; il gioco d’azzardo, patologia pericolosa
Nuova puntata, nuovo dibattito. Si entra subito nel vivo di Articolotre, con un acceso “botta e risposta” tra le famiglie di alcuni bambini bisognosi del sostegno scolastico e l’onorevole Valentina Aprea, presidente della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati.
I bambini pagano per la crisi che sta investendo il nostro Paese? Sembrerebbe proprio di sì, dal momento che molti di loro si vedono sottrarre il diritto all’istruzione, poiché i tagli del Governo italiano alla scuola hanno ridotto le ore del sostegno scolastico e gli insegnanti.
Un bambino autistico di 8 anni, a Palermo, va a scuola solo tre giorni la settimana per questo motivo; un’altra bambina di nove anni, con una grave lesione cerebrale e con un riconoscimento da parte del Tar (Tribunale amministrativo regionale) di copertura totale del sostegno scolastico, si è vista decurtare 10 ore quest’anno. La situazione è grave. Il Governo risponde che in casi gravissimi una sentenza della Corte Costituzionale ha riconosciuto il diritto di avere un rapporto uno a uno, bambino – insegnante, ma che spesso la scuola si trova anche a gestire casi in cui le Asl riconoscono coperture totali di sostegno ad alunni a cui non spetterebbero. Il clima diventa quasi infuocato in studio, dopo questa dichiarazione, se si pensa che dal 2009 al 2012 i tagli alla scuola sono stati di 7.8 miliardi di euro.
L’approfondimento di Articolotre: dalla parte dei cittadini
Numerosi gli ospiti della prima puntata del nuovo programma di informazione RaiTre, in onda alle ore 21, condotto dall’ex giornalista del TG1 Maria Luisa Busi. La struttura, che si basa su un interscambio di opinioni tra la Busi e i suoi invitati, in particolare gente comune che segnala disguidi di diverso tipo, esperti in materia e alcuni consulenti fissi della trasmissione, ha come punto di partenza la Costituzione italiana. In particolare, l’Articolo 3, da cui prende il titolo il programma, cita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Quanti italiani conoscono la Costituzione? Una delle sentinelle civiche di Articolotre, Gherardo Colombo, ex magistrato, sostiene che Essa non sia così conosciuta, e, per essere effettiva, deve prima di tutto essere rispettata, cosa che non accade sempre. Un esempio è l’emergenza amianto nelle scuole italiane, problema affrontato in questa puntata, insieme con quello della violenza sulle donne e della qualità del cibo.
Da domani Maria Luisa Busi torna in video con Articolotre
Da domani sera Maria Luisa Busi torna in tv. Dopo aver lasciato lo scorso 21 maggio la conduzione del Tg1 delle 20, in polemica contro una testata definita “parziale”, la giornalista sarà in onda tutti i venerdì, a partire da domani, 15 ottobre, in prima serata su Raitre con Articolotre, un programma ispirato all’articolo 3 della Costituzione, che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione e opinioni politiche.
La conduttrice, insieme con il direttore della terza rete Paolo Ruffini, ha sottolineato:
I protaogonisti della trasmissione saranno tutti i cittadini, i giovani, le donne, gli immigrati, i lavoratori, gli anziani, chiunque si sia visto negare un diritto. Affronteremo anche la questione del precariato, con le vecchie generazioni costrette a dare aiuto anziché riceverlo dai propri figli.






















