La bellezza e l’inferno secondo Saviano. La bellezza e l’inferno di Saviano


video frameRoberto Saviano, giornalista, scrittore, uomo mediatico. Già, Roberto Saviano dichiara il suo status esplicitamente, lui si sente mediatico, e per questo ringrazia anche, perché senza i mass media non potrebbe avere l’eco che necessitano i suoi contenuti. Che strano paradosso: si ingrossano le fila di artisti che, dopo aver mosso i primi passi in televisione, si affrettano ad insabbiare le proprie origini, in quanto non suona molto sofisticato, e poi dall’altra parte lui.

Intelligente, quasi filosofo con i suoi spunti di sartriana memoria circa l’inferno e la bellezza, lui che è sceneggiatore per Garrone, regista con una sensibilità per l’immagine quasi pittorica, lui che dal palco del Piccolo Teatro di Milano, un’istituzione storica e culturale, fa il suo monologo. Lui che è spesso in televisione a ricordare che i suoi nemici non hanno paura di lui, bensì di tutti coloro che potrebbero ascoltarlo, di tutti gli occhi che possono vederlo. Però la faccia ce la mette Saviano, sempre e solo Saviano, la moltitudine di gente che lo applaude e lo stima può godere dell’oblio, apprezzare a distanza proseguendo la propria esistenza.

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