Luciano Ligabue a Verissimo (per la prima volta): “Mi sentivo in colpa per il successo”

Luciano Ligabue è stato intervistato da Silvia Toffanin, conduttrice di Verissimo. Il celebre rocker italiano, questo pomeriggio avrà modo di raccontare il suo nuovo film dal titolo “Made in Italy”. “Da bambino volevo fare l’attore. Volevo essere come Giuliano Gemma, perché nei film western era sempre quello buono. Dopodiché nella vita ho capito che è una cosa per la quale non sono proprio portato, non so recitare. Eventualmente sto meglio dietro la macchina da presa a dirigere gli altri”, afferma il celebre musicista.

Luciano Ligabue ospite a Verissimo

Ligabue si racconterà oggi, sabato 20 gennaio a Verissimo. Al cinema dal 25 gennaio con il suo terzo film da regista dal titolo “Made in Italy”, il rocker di Correggio ha conosciuto il successo quando aveva 30 anni, dopo un passato da speaker radiofonico, metalmeccanico, consigliere comunale e ragioniere. A tal proposito racconta: “Penso che mi abbia fatto bene portare per un po’ di anni a casa uno stipendio una volta al mese. Cominciare a 30 anni – prosegue – ha voluto dire partire con un po’ di prudenza. A 20 anni credo che avrei perso facilmente la testa, avrei fatto più stupidaggini di quelle che ho fatto comunque”.

Aver avuto moltissima popolarità e successo in età adulta, ha portato Luciano Ligabue anche a sentirsi a disagio. A Silvia Toffanin confessa: “Mi sentivo in colpa per il successo che avevo raggiunto, sono andato un po’ in crisi, perché ero abituato a portare a casa 1 milione di vecchie lire al mese, a fare i conti con quelli. Adesso dico: ho successo ma lavoro tanto”. Molto legato alla sua terra, “rinnega” un profilo da rockstar maledetta.

Ligabue racconta Made in Italy

“Tante volte il rock viene visto come un genere per cui uno deve avere un certo tipo di atteggiamento, avere un certo tipo di ‘maledettismo’. Io non mi sono mai riconosciuto in questo, l’ho sempre visto come una cliché”, racconta Ligabue. Infine, tornando a parlare del film “Made in Italy”, interpretato da Stefano Accorsi e Kasia Smutniak, il regista dice: “Mi sento profondamente italiano, amo tantissimo questo paese e non sopporto più tutti i difetti che questo paese non riesce a risolvere. Questo film racconta, tra le altre cose, il sentimento d’amore, ma anche di frustrazione, verso il nostro paese”.

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Valentina Gambino Autore

Giornalista e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.

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