Festival di Sanremo 2014, i Testi: Perturbazione con “L’Italia vista dal bar” e “L’Unica”

Al loro primo debutto sanremese, conosceremo, nel corso della 64esima edizione del Festival di Sanremo in scena dal 18 al 22 febbraio dal teatro Ariston in onda su RaiUno anche un interessante gruppo. Loro sono i Perturbazione, vengono da Rivoli e sono all’attivo da oltre 15 anni. Il gruppo è così formato: Cristiano Lo Mele (chitarra e tastiere), Alex Baracco (basso), Tommaso Cerasuolo (voce), Rossano Lo Mele (batteria), Elena Diana (violoncello) e Gigi Giancursi (chitarra). I Perturbazione a Sanremo 2014 porteranno due brani dal titolo L’Italia vista dal bar e L’Unica.

“E’ la sesta volta che proviamo a partecipare”, ha spiegato il cantante Tommaso sulle pagine del settimanale Tv, Sorrisi e Canzoni. “Non abbiamo mai fatto mistero di voler suonare per un pubblico più ampio”. La violoncellista del gruppo, unico elemento femminile, ha invece dichiarato: “Sanremo è un’oasi fantastica in mezzo alla tempesta”.

In merito ai due brani portati a Sanremo, L’Unica “riflette il pop elettronico dell’ultimo disco”, mentre L’Italia vista dal bar racconta “il luogo dove siamo tutti allenatori e registi: ma non giudichiamo nessuno, anche noi siamo clienti del bar!”.

A seguire, i due brani dei Perturbazione portati a Sanremo 2014.

L’ITALIA VISTA DAL BAR

L’Italia vista dal bar
È un’istantanea di noi
Quasi impossibile da spiegare
Non c’è governo che tenga
Una possibilità
Che qualche cosa potrà cambiare
Un Biancosarti al mattino
Cappuccini fumanti
Il centravanti cos’ha mangiato
I tramezzini imbottiti
I vecchi pensionati
Inebetiti con il passato
E questi siamo noi
Poeti, santi ed avventori
E mediamente eroi
Qualcuno ce l’ha fatta
Ed è volato via
Ma quanta nostalgia
L’Italia vista dal bar
È sempre un fatto degli altri
Ognuno c’entra
E si sente a casa
C’è il giornale che aspetta
Un’altra sigaretta
Un salutarsi come per strada
E uno straniero è straniero
Perché questo mistero
Resterà senza soluzione
E se la gente s’incazza
Scenderemo in piazza
Oppure a far la ri-colazione
E questi siamo noi
Poeti, santi ed avventori
E mediamente eroi
Qualcuno ce l’ha fatta
Ed è volato via
Ma quanta nostalgia che ha
E non importa se il posto
Non è più fisso, non è più lo stesso
Ci deve essere un nesso
Tra la felicità e l’espresso
Proprio adesso
Proprio adesso
L’Italia vista dal bar
È un’istantanea di noi
Quasi impossibile da spiegare
Ed io che cerco un nesso
Tra un desiderio espresso
E la felicità qui e adesso

L’UNICA

Erika, tu eri l’unica
Ma soprattutto nelle ore di ginnastica
Per te solo al pensiero
Io mi sentivo un uomo
Per te io componevo inutili poesie
Angela, serata libera
Dentro al silenzio nella camera dei tuoi
Abbiam rifatto il letto
Ci ha visti solo il gatto
Con la paura dello scatto della serratura
Monica, confetti e musica
Un tatuaggio che ora anch’io so dove sta
La messa è già finita
Tu ti sei rivestita
E siamo gli ultimi invitati a andare via
Chi sono io
Cosa sarò
Che cosa sono stato
Tra quello che ho vissuto
E quello che ho immaginato
Ora di te cosa farò
È così complicato
Se muoio già dalla voglia
Di ricordarti a memoria
Se muoio già dalla voglia
Di ricordarti a memoria
Come stai
Arianna sono io
E tuo marito che da sempre è amico mio
Parlarci di nascosto
Noi non abbiamo un posto
Ma quel che manca veramente è dirsi addio
Sara perché ti amo
La gente giudica ma poi si dà di gomito
Molto più giovane di me
Tutti ci invidiano perché
Entrambi abbiam problemi di maturità
Chi sono io
Cosa sarò
Che cosa sono stato
Tra quello che ho vissuto
E quello che ho immaginato
Ora di te cosa farò
È così complicato
Se muoio già dalla voglia
Di ricordarti a memoria
Ora di te cosa farò
È così complicato
Se muoio già dalla voglia
Di ricordarti a memoria
Se muoio già dalla voglia
Di ricordarti a memoria
Se muoio già dalla voglia
di ricordarti

Fonte | Tv Sorrisi e Canzoni

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Vincenzo Faraone Author

Amante dello sport, mi piace guardarlo e scriverne. Amo il calcio e la F1.

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