Festival di Sanremo 2014, i Testi: Frankie Hi-Nrg Mc con “Un uomo è vivo” e “Pedala”

Sono passati sei anni da Rivoluzione; oggi, Frankie Hi-Nrg Mc è pronto a fare il suo ritorno sul palcoscenico del Teatro Ariston, in occasione della 64esima edizione del Festival di Sanremo, in scena dal 18 al 22 febbraio 2014 e condotta dalla coppia Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. La decisione di tornare a prender parte alla kermesse musicale, è stata maturata già dallo scorso anno quando, come dichiara a Tiscali.it: “Stavo maturando in quel periodo l’idea di fare un passo importante per la mia carriera, pubblicare un disco da indipendente con la mia etichetta”, ha dichiarato.

“Poter stabilire come punto di partenza pubblico per un lavoro così importante il Festival sarebbe stata la migliore presentazione. C’è il piacere di svelare le canzoni a milioni di telespettatori, è un premio importante ma anche il leoncino con la palma smaltata è una cosa che gradirei”, ha proseguito Frankie Hi-Nrg Mc, che sulle pagine del settimanale Tv, Sorrisi e Canzoni ha invece parlato dei due brani che porterà all’Ariston, entrambi inseriti nel suo nuovo album Esseri umani.

Il primo brano sarà Un uomo è vivo, definito dal rapper come un brano “dolce, in cui gli oggetti conservano la storia di chi non c’è più”. Pedala è invece il secondo brano sanremese, una canzone che si presenta come un perfetto mix tra l’hip hop ed il reggae dove il ciclismo viene utilizzato come una sorta di metafora della vita. L’obiettivo primario di Frankie Hi-Nrg Mc sarebbe quello di vincere l’edizione, nonostante i pronostici attuali puntino su un altro artista, ma di una cosa è certo: “E’ un grande gioco che deve essere vissuto allegramente”, ha commentato sulle pagine del settimanale diretto da Aldo Vitali.

A seguire, i due brani presentati da Frankie Hi-Nrg Mc a Sanremo 2014.

UN UOMO È VIVO

Il ritorno, guardarsi intorno, come fosse il primo
giorno dopo l’inferno. Tutto è fermo in un interno,
tutto predisposto all’eterno. Sotto la polvere c’è
della cenere in quel posacenere, quello che era
di là, che è sempre stato di là, quello che usava
papà, cosa ci fa su quel tavolo? In quei giorni
tutto prende un altro posto, tutto prende un
alto costo, tutto prende un altro gusto, assai
robusto: sembra tutto meno giusto, sembra
guasto. Oggi reincontro dei mobili, gli unici
ospiti, quelli che abitano i posti che il tempo
rende muti, ma se ascoltati nei contenuti parlano.
Quello che era normale è passato di qua,
Quello che era normale è passato…
Quello che era speciale si ritroverà.
Quello che era speciale è restato…
Quello che era per sempre non ritornerà.
Quello che era per sempre è cambiato…
Quello che era normale è passato di qua,
Quello che era normale…
Un uomo è vivo quando respira – un uomo è vitale se fa respirare
C’è un istante nel quale ogni uomo diventa suo padre
Un uomo nascendo conosce l’amore – un uomo crescendo impara ad amare
C’è un istante nel quale ogni uomo diventa sua madre
Mobili, compagni stabili, con gambe solide, con
forme utili, eppure immobili: testimoni degli
eventi storici, che i terremoti son riusciti a
scuotere, che hanno visto la pianura e il mare,
che hanno avuto tempo per pensare, da un
punto di vista sempre uguale, loro c’erano
ad ogni Natale. È normale che la sensazione
sia gelida, come quella dell’ennesima visita,
con mani da stringere, giacche da scegliere,
tutti a convincersi dell’irreparabile. Poi tutto
evapora e restan le cose, polverose, poderose,
dove si nascose l’anima dei figli e delle spose.
Un uomo è vivo quando respira – un uomo è vitale se fa respirare
C’è un istante nel quale ogni uomo diventa suo padre
Un uomo nascendo conosce l’amore – un uomo crescendo impara ad amare
C’è un istante nel quale ogni uomo diventa sua madre…
Uomini rapiti dalle case, dalle cose, dalle accuse,
dalle scuse silenziose, dalle attese, da chi le ha
deluse, da chi le ha pretese. Ed ora queste cose,
importanti: cose da grandi. Cose che arrivano,
che non domandi, non rimandi, che tramandi.
Un uomo è vivo quando respira – un uomo è vitale se fa respirare
C’è un istante nel quale ogni uomo diventa suo padre
Un uomo nascendo conosce l’amore – un uomo crescendo impara ad amare
C’è un istante nel quale ogni uomo diventa sua madre…

PEDALA

Scriviam la nostra storia usando biciclette,
inseguendo la memoria su strade molto strette,
su per le salite senza avere una borraccia, giù
per le discese con il vento sulla faccia. Perché
la bicicletta non importa dove porti, è tutto un
equilibrio di periodi e di rapporti, è tutta una
questione di catene e di corone, di grasso che
lubrifica la vita alle persone. Come nella vita
c’è una ruota che gira, una ruota che spinge e
con quest’aria che tira se una ruota si fora la
caduta è sicura: una toppa ripara, una ferita si
cura. Non avere paura che sennò ti deconcentri,
devi far coincidere i pesi e i baricentri.
L’impegno di coppia per un singolo momento:
due le forze in gioco, un solo movimento.
Pedala – insegui la tua storia ovunque vada
Pedala – macina chilometri di strada
Pedala – l’hai voluta tu la bicicletta
Pedala – più in fretta
Pedala – più in fretta…
Se è libero il pignone lo sceglie la corona, che
attraverso una catena condiziona il moto del
sistema: monarchia meccanica che ha giurato
fede eterna alle leggi della fisica. Statica,
termodinamica, quasi democratica se quando si
ferma si va a ruota libera, o tirannica, con la fissa
dello scatto, senza i freni che difendon dall’impatto.
È mansione del pignone fare la rivoluzione,
portare il movimento in ogni direzione, in costante
acrobazia irradia l’energia dal centro fino alla
periferia. È solo una questione di rapporto tra
ingranaggi e tutto gira liscio fino a che non ti
scoraggi, che l’unico motore qui sei tu con il
fiatone a spingere in salita per la vita il carrozzone.
Pedala – insegui la tua storia ovunque vada
Pedala – macina chilometri di strada
Pedala – l’hai voluta tu la bicicletta
Pedala – più in fretta
Pedala – più in fretta…
Sai bene che la storia è ciclica, come la pazienza
è biblica e la peggior salita è una discesa ripida,
repentina, tutta tornanti, serpentina, peso
in avanti, giù dalla china. Come una valanga
controllata precipiti in picchiata, il paesaggio vola
dentro a una zoomata. Guardi dove vai, vai dove
vuoi, occhi aperti e sai come stai, fai come puoi.
Il traguardo arriva quando meno te lo aspetti:
è un parcheggio di bici appoggiate ai cavalletti,
bici abbandonate là, senza controparte, pronte
a ripartire se qualcuno parte. Pronte per andare
lontano, cambiando i rapporti, andandoci piano.
Pensa che una volta una bici fece piangere un
uomo: diventarono amici. Lei gli chiese perdono.
Pedala – insegui la tua storia ovunque vada
Pedala – macina chilometri di strada
Pedala – l’hai voluta tu la bicicletta
Pedala – più in fretta
Pedala – più in fretta…

Fonte | Tv Sorrisi e Canzoni

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Valentina Gambino Author

Giornalista e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.

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