Gli anni spezzati, stasera la prima parte de Il Commissario con Emilio Solfrizzi nei panni di Luigi Calabresi

Andrà in onda questa sera, sulla prima rete di casa Rai, Gli anni spezzati, la serie prodotta da Rai Fiction che vedrà la messa in onda della prima parte della miniserie dal titolo Il Commissario con la presenza di Emilio Solfrizzi. Si tratta di una trilogia che, oltre a Il Commissario vede anche la messa in onda di altre due mini fiction, rispettivamente Il Giudice, in onda il 13 e 14 gennaio con Alessandro Preziosi nel ruolo di Mario Sossi e poi il 27 e 28 gennaio L’Ingegnere con la presenza nel cast di Alessio Boni che presterà il volto a Giorgio Venuti, dirigente della Fiat.

La trilogia, racconterà le storie di altrettanti uomini, che hanno lasciato un’impronta indelebile nella memoria collettiva del nostro Paese. Oggi e domani, andrà in onda Il Commissario, serie apripista, nella quale Solfrizzi interpreterà Luigi Calabresi. Sul quotidiano Il Giornale, l’attore ha commentato Gli anni spezzati e, nello specifico, la serie che lo vede protagonista. La produzione Albatross di Jacchia e Momi, come sottolineato dal quotidiano, ha avuto varie difficoltà nel realizzare Gli anni spezzati.

“Io so solo che il progetto è partito molti anni fa. Che riguardava solo Calabresi, e poi s’è completato anche con le altre due figure. E a me è parso subito un progetto molto serio, molto equilibrato; in mano ad un regista come Graziano Diana, capace di raccontare la verità senza per forza resuscitare antichi e sopiti odi”, ha commentato in merito Solfrizzi.

La serie Il Commissario, si propone come fine soprattutto questo: ” I 70 erano anni in cui la verità non interessava né a sinistra né a destra. Neppure allo Stato – il cui comportamento fu ambiguo, per non dire colluso. Forse non interessava neppure me”.

La famiglia Calabresi non ha collaborato alla realizzazione della fiction, permettendone la realizzazione, solo a patto che possa rimanerne estranea. In merito, l’attore protagonista ha dichiarato: “È vero, purtroppo. Posso capirlo; ma mi è molto dispiaciuto. Avrei voluto parlare col figlio Mario o la vedova Gemma, che ammiro molto. La documentazione fotografica su Calabresi è esigua; quella filmata inesistente. Ma ho letto tutti gli atti, tutti i libri, ascoltato tutte le testimonianze. E mi sono fatto l’idea d’un uomo disponibile, pacato, pronto al dialogo. Esattamente il contrario di quanto accadeva negli anni 70. Certo: anche lui ebbe i suoi limiti. Per esempio non prese posizione contro la malafede e le bugie delle istituzioni. Anche in questo la nostra fiction evita la retorica, cerca di raccontare con precisione”.

Infine, ha aggiunto: “Mi piacerebbe molto sapere che cosa ne penseranno. Ma, onestamente, non credo che avverrà”.

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Francesca Tordo Author

Appassionata del gossip italiano e non solo. Mi piace scrivere di fiction e anticipazioni Tv.

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