Le Iene, Davide Parenti sul metodo Stamina: “Non abbiamo mai detto che la cura funziona. Abbiamo solo raccontato”

Anche Le Iene, la celebre trasmissione di Italia 1 condotta da Ilary Blasi e Teo Mammucari (e con le voci dell’irriverente Gialappa’s Band), pronta a tornare dal prossimo gennaio, sembra essere stata coinvolta nel polverone sollevato dal metodo Stamina, avendo dato nel corso della prima parte dell’edizione 2013-2014 ampio spazio ai veri o presunti benefici che, soprattutto i piccoli pazienti avrebbero manifestato in seguito alle cure compassionevoli del Professor Vannoni.

Alla luce delle ultime notizie che racchiudono anche delle accuse pesantissime nei confronti del suddetto metodo, anche in seguito alle analisi dei Nas che avrebbero confermato l’assenza di cellule staminali nella terapia, ma anche l’ipotesi di truffa a carico di Vannoni, Davide Parenti, ideatore de Le Iene ha voluto rispondere ad una serie di domande nel corso di una recente intervista al quotidiano La Stampa.

“C’è una sola parola per descrivere quello che noi abbiamo fatto: abbiamo raccontato. E racconteremo ancora molto su questa vicenda, che è intricata e contraddittoria”: con queste parole, Davide Parenti, ha esordito nel corso dell’intervista al quotidiano. Anche le domande in merito ai copiosi servizi, circa una ventina, realizzati da Giulio Golia, trovano così risposta dallo stesso ideatore del programma.

“Cercavamo di capire, di spiegare. Siamo un varietà, certo, ma un varietà anomalo. Allora è successo che abbiamo cominciato a seguire la storia di un bambino di Trapani, che ha fatto quelle infusioni, ed è stato un poco, un pochissimo meglio. Ma è stato meglio. E allora ne abbiamo seguiti altri di bambini malatissimi, che da quelle cure compassionevoli traevano un sollievo. Lo dicevano i loro genitori, lo dicevano i medici che li seguivano”, ha spiegato Parenti.

Alla domanda sul possibile rischio di creare illusioni, presso i telespettatori, Parenti è chiaro: “Attenzione, noi non abbiamo mai detto che la cura funziona. Abbiamo visto, rendendone testimonianza, che manda dei segnali. Sono dei condizionamenti psicologici, dei placebo, sono quello che vuole lei. Ma ci sono. Basta guardare le cartelle cliniche”, per poi aggiungere: “Noi abbiamo avuto curiosità per un tipo di cure, ripeto compassionevoli, che mandavano dei segnali. Come con il metodo Zamboni. Io credo che adesso si sia scatenata una caccia alle streghe con la quale non sono d’accordo”.

E sul rischio che si sia in questi mesi spettacolarizzato il dolore di alcune famiglie, Parenti ha concluso: “Abbiamo seguito la storia di Sofia e degli altri bambini con molto rispetto. Può darsi che la madre di Sofia abbia le traveggole e che Vannoni sia un poco di buono, ma noi almeno abbiamo cercato di capire che cosa succede, se è vero che ci sono dei piccoli miglioramenti nella salute dei bambini, curati con Stamina da genitori disperati. E ci sono le cartelle cliniche a dimostrare che qualche miglioramento c’è. Non siamo noi delle Iene, a dover dimostrare che i protocolli scientifici sono stati rispettati oppure no. Ma se genitori e medici ci dicono che un miglioramento c’è stato, non possiamo tacerlo”.

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Emanuela Longo Author

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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