Fiorello attaccato da Feltri: “La parodia su Berlusconi faceva pena. Quando era un drogato nessuno lo sfotteva”

Fiorello colpevole di una parodia goliardica? No, la risposta è decisamente no. Ci sarebbero mille punti da elencare in maniera scrupolosa, ma non vorrei tediarvi con pareri forse troppo personali, ed allora, preferisco raccontarvi i fatti, per come stanno, esattamente così, senza aggiungere altro (o quasi). Tutto nasce da una parodia di Berlusconi (dopo il suo videomessaggio) che Fiorello carica online. Ti strappa una risata, anche due, e poi come se nulla fosse non ci pensi più. E vi assicuro che non ci pensi davvero più anche se sei di sinistra, ma soprattutto se sei di destra.

Vittorio Feltri invece, ci ha pensato, ed anche lungamente immagino, visto che, da una semplice parodia, che nel caso più estremo, invece di strappargli un sorriso gli provocava una smorfia di dolore doveva terminare lì. Ed invece lui ha voluto infierire, tirando fuori una storia che riguarda Rosario Fiorello, ma che data, per dovere di cronaca: 1997. E non si tratta solo di dovere di cronaca, si tratta di rispetto, e si tratta anche di buongusto e permettetemi, la cattiveria gratuita a me provoca il voltastomaco.

Feltri, su La7 e RaiUno, ha espresso la sua opinione blaterando che ha trovato il video dello showman siciliano volgare e meschino, aggiungendo: “Secondo me fare dello spirito sulle disgrazie degli altri è una cosa da evitare. Tra l’altro Fiorello non faceva neanche ridere. Faceva pena. Faceva più pena lui del Berlusconi vero”. Successivamente, non contento, ha perfino realizzato un editoriale video. Ma voi spiegatemi perché, ve ne prego. Perché? Perché? Perché?

Nell’editoriale pubblicato su IlGiornale.it blatera nuovamente:

E’ scaduto in una parodia di pessimo gusto in cui infierisce su una persona ferita. Quando Fiorello era drogato, drogatissimo, pieno di cocaina, la cocaina gli usciva anche dalle orecchie e rischiava di scomparire definitivamente dalla scena, noi abbiamo evitato di sfotterlo. Non abbiamo mai parlato del suo vizietto terribile che lo aveva portato sull’orlo del baratro. Questo perché? Perché a noi non piace infierire su chi è in disgrazia.

Berlusconi è una persona colpevole che “forse”, scrivo (dico e penso) “forse” pagherà la sua pena, che sia giusta o meno, non spetta di certo a me deciderlo e non spetta nemmeno a lei, caro Feltri. Leggo inoltre (come se questo già non bastasse):

Sfottere un uomo in procinto di scontare una pena detentiva, di abbandonare la politica attiva, il seggio senatoriale e a svenarsi finanziariamente è un’operazione disgustosa.

Oh caro Feltri, mi sono commossa… no, non è vero. Berlusconi non è riuscito a commuovermi nemmeno con quella ridicola foto dove sul divano accarezza il barboncino della ToyGirl che gli gira intorno.

Detto questo, Fiorello si è rammaricato di non aver ricevuto il sostegno dei colleghi, cinguettando tristemente: “La cosa che mi fa più male comunque è il silenzio dei colleghi… E con questo chiudo e ci vediamo con @edicolafiore domattina! Ciao”, di contro, l’attore Lorenzo Crespi gli ha risposto: “Hai l’amore immenso del tuo pubblico… che vale mille volte di più”.

La macchina del fango non si ferma mai, credo che la vera operazione disgustosa caro Feltri, sia proprio questa.

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Valentina Gambino Author

Giornalista e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.

Comments

    sterminator

    (24 settembre 2013 - 13:19)

    fiorello nella vita fa lo showman quindi tecnicamente ci sta tutto che faccia una parodia o un’imitazione, invece non si capisce perchè feltri avrebbe dovuto/potuto sfottere un drogato e non la ha fatto bontà sua. migliore argomento sarebbe che fiorello è diventato ricco (tanto) e famoso grazie al suo talento ma anche grazie alle televisioni di berlusconi che gli hanno dato spazio per esprimerlo e denaro per coltivarlo, nonostante i suoi passati “vizi”. in quest’ ottica magari poteva dimostrare un briciolo di gratitudine ed evitare di mettere alla berlina il suo ex mecenate.

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