Striscia la Notizia 2013: identikit del Velino perfetto

Nei giorni passati si sono svolti i primi provini in vista della nuova edizione del tg satirico di Canale 5, Striscia la Notizia. Obiettivo centrale: la ricerca dei due Velini perfetti, vera novità della 26esima stagione del programma di Antonio Ricci. Una delle tante a dire la verità, se si considera anche la conduzione iniziale tutta al femminile che vedrà la presenza di Virginia Raffaele, passata ufficialmente a Mediaset e della quasi mamma Michelle Hunziker. A raccontare questa bizzarra prima giornata di casting, è stato il quotidiano La Stampa, che ci ha anche delineato una sorta di identikit del Velino-tipo.

La descrizione generale resa nota dalla giornalista del quotidiano, è stata la seguente: “Sono tutti rigorosamente belli e in mutande, tutti a chiedersi che razza di domande facciano là dentro, oltre ad altezza-larghezza-hobby a cui sono abituati”. E così conosciamo Alessio P., in difficoltà con una domanda sul “Uelf” (molto probabilmente “welfare”), che chiede ai suoi compagni di avventura con un pizzico di ingenuità: “Ma che cos’è ’sto Uelf che mi hanno chiesto, voi lo sapete?”.

C’è anche Stefano P., con una laurea in brand management ma che non ha saputo dire cos’è un trust, commentando in seguito: “Qui è più un discorso di immagine, quindi se rispondi una cavolata al massimo si chiedono “ma che razza di laureati escono oggigiorno!””. In generale però, si tratta di ragazzi quasi tutti con un diploma in tasca o che frequentano l’Università ed in alcuni casi l’hanno già finita. In ogni caso, nonostante i diplomi in ragioneria, molti ragazzi hanno deciso di sfruttare la loro bellezza e tuffarsi sulle passerelle prima ancora che in uno studio.

Dopo una settimana dalla pubblicazione del bando nella prima giornata di provini a Cologno si sono presentati già in 400, tutti con l’aspirazione di sgambettare sul celebre bancone della trasmissione dell’ammiraglia Mediaset.

Ma cosa spinge questi ragazzi a provarci? Ovviamente la voglia di apparire. Quasi tutti vengono dalla provincia, come Pietro R., che senza vergogna ammette che fino a 5 anni fa non parlava neppure l’italiano: “Solo dialetto salernitano, che ora ripulisco al Centro teatro attivo di Milano, ma non lo voglio perdere del tutto perché uno deve essere fiero del posto da cui viene”, ammette candidamente. Manuel C. invece, essendo diventato papà da pochi mesi ha deciso di chiudere con il mestiere di modello, mettere la testa a posto e cercare un lavoro “onesto” che ancora non riesce a trovare.

Ciò che terrorizza gli aspiranti Velini durante i casting, è proprio l’aspetto legato non alla loro esteriorità bensì alla loro cultura. Il silenzio è destinato a piombare alla semplice domanda sull’ultimo libro letto. Infine, arriva il momento clou, quello dello stacchetto, che ovviamente è molto più semplice per coloro che hanno fatto danza, come ad esempio Nicholaj N., bravissimo nella break dance.

Intanto Ricci continua nella sua ricerca del Velino perfetto, anche se il Gabibbo in merito sembra già avere le idee chiare sui possibili accompagnatori sul bancone di Striscia: “Personalmente sono contrario (e vivrei tutto questo come un’imposizione), che i Velini siano uno ‘della porta accanto’ e uno ‘maggiorato’. No ai Velini delle larghe intese!”.

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Emanuela Longo Author

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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