Presadiretta, da stasera su RaiTre con la puntata Ricchi e poveri

Dopo la pausa estiva, fa il suo ritorno sulla terza rete di casa Rai, a partire da questa sera, la trasmissione di approfondimento condotta da Riccardo Iacona, Presadiretta, che vede la collaborazione di Cristina De Ritis. Quella in onda nella prima serata di oggi a partire dalle ore 21:05 circa, sarà la prima di quattro puntate in programma e prende il titolo di Ricchi e poveri, un racconto di Alessandro Macina ed Elena Stramentinoli.

L’Italia è il Paese dove la ricchezza privata è maggiore, anche rispetto ad altri Paesi vicini come Francia e Germania. Stando ai dati provenienti da uno studio di Bankitalia la somma di case, soldi cash nei conto correnti e soldi investiti in titoli e azioni sarebbero circa di 9 mila miliardi di euro, quasi cinque volte il debito pubblico italiano. Con questo rapporto tra debito e patrimonio se l’Italia fosse un’azienda nessuno la darebbe per fallita, ma il punto è che il debito è di tutti mentre la ricchezza privata appartiene a pochi.

Il 10% degli italiani, infatti, possiede il 50% di tutta la ricchezza privata del Paese. Eppure in questo momento di drammatica emergenza  questa ricchezza è rimasta intatta e ai ricchi e super ricchi italiani non è stato chiesto alcun sacrificio. Non c’è la patrimoniale e anzi la pressione fiscale sui patrimoni è diminuita negli ultimi dieci anni dal 9,8 al 5,9%.

Con Ricchi e poveri, Presadiretta porterà le telecamere dentro il mondo dei ricchi e super ricchi italiani, farà vedere la vita che fanno, le case dove abitano, dove e come investono i loro soldi e le enormi possibilità che hanno di investire nel futuro dei loro figli. Mentre continua ad allargarsi la platea delle italiane e degli italiani che non riescono a vivere dignitosamente, anche dove meno te lo aspetti.

Pochi sanno che la città più povera del nord è Torino, capitale di una Regione che ha un milione di poveri. Presadiretta racconterà le ragioni del declino di Torino, la crisi industriale, le tante imprese che chiudono e la vita e la storia dei 40mila cassa integrati della città. Una cifra spaventosa che ha ridotto la capacità di consumo dei torinesi di due milioni di euro al giorno.

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Vincenzo Faraone Author

Amante dello sport, mi piace guardarlo e scriverne. Amo il calcio e la F1.

Comments

    nino

    (2 settembre 2013 - 19:38)

    QUOTA 96 SCUOLA: uno scandalo che grida vendetta!
    E’ veramente sconcertante la modalità con cui i politici hanno momentaneamente liquidato la nostra causa: attese snervanti, falsi calcoli rigonfiati sulla copertura finanziaria, falsi numeri sugli aventi diritto e soprattutto mancata conoscenza del problema che fonda le sue radici su un errore legislativo incostituzionale. Una delle dimostrazioni lampanti è certamente il pericolo di emulazione che, con tutta fretta e poca riflessione, hanno deliberatamente assunto quale possibile pericolo della messa in discussione dell’intera riforma Fornero. Assurdo, un grave errore normativo è stato commesso nei confronti di quei lavoratori che, per legge, obbligatoriamente potevano e possono lasciare l’attività lavorativa solo il primo settembre: quali altri settori hanno questa scadenza contrattuale da emulare? Ignoranza, quindi, o malafede?
    L’errore è stato riconosciuto da tribunali e da giuristi insigni come Ferdinando Imposimato, Suprema Corte di Cassazione. Giuridicamente non ha nessun senso sostenere che riparare a quell’errore costerebbe troppo. E’ sostenere l’illegalità perchè a un’ingiustizia dello Stato, lo Stato stesso deve rimediare urgentemente.
    Pertanto richiediamo ad alta voce, a costo di ricorrere anche alla Corte di giustizia dell’Unione europea contro il governo italiano:
    immediata approvazione e applicazione del disegno di legge C. 249 che garantisca le condizioni pre-riforma con possibilità d’uscita in qualsiasi periodo dell’a.s. 2013-2014. Riconoscimento dei diritti lesi e dei danni subiti con relativi risarcimenti.

    Mara Jena

    (3 settembre 2013 - 12:24)

    Bellissima e toccante, magari i ricchi riuscirebbero a piangere come me, purtroppo non cambia la realtà perchè chi ha il potere non ha intenzione di cambiare lo stato delle cose. Dove è l’amore in tutto questo? pare che sia un dono negato ai ricchi quindi c’è solo da provare compassione per queste persone così povere di spirito e fede.

    salvina

    (3 settembre 2013 - 12:26)

    vedere quella trasmissione ti fa stare male se pensi che tua figlia non può farsi una famiglia a 32 anni ma con quale coraggio parlano questi ricconi

    enrico baroncia

    (3 settembre 2013 - 16:30)

    e se uno (che sta messo meglio economicamente) pensasse di fare qualcosa per qualcuno dei protagonisti meno abbienti di questa puntata, cosa deve fare ? Si può entrare in contatto con la famiglia di torino che ha la bambina affetta da diabete e con problemi di alopecia ? chi può darci una dritta, magari anche poco ma su quelle entrate mensili tutto diventa significativo ! fatemi sapere, Enrico

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