Mistero, le teorie di Adam Kadmon e la morte di Michael Jackson: omicidio premeditato? – FOTO

Ieri sera è andato in onda su Italia 1 il primo dei quattro speciali di Mistero, dedicati ad Adam Kadmon e i misteri della musica. Adam ha aperto alla grande parlando del King of Pop, e le ipotesi che la sua morte potrebbe essere avvenuta causa omicidio. Ma andiamo ad analizzare il servizio di Kadmon. Il misterioso divulgatore di teorie apre il servizio con la telefonata al 911, dove si è tentato invano di rianimare Michael Jackson, per poi riassumere i fatti che tutti noi già conosciamo.

Il referto medico attribuisce a Jackson un arresto cardiaco, ma lui si stava preparando per il grande ritorno, ed appariva in forma. L’ipotesi dell’infarto quindi, lascia sbigottito tutto il mondo. Durante il corso del servizio saltano fuori i primi interrogativi: perché i soccorsi sono stati chiamati 50 minuti dopo il malore del cantante? Perché durante la chiamata al 911 non è stato subito fatto il nome di Michael Jackson? Inoltre il suo medico personale pare non abbia firmato il certificato di morte né gli abbia praticato il massaggio cardiaco steso a terra come invece consigliavano al telefono durante la telefonata con il 911.

Il referto dell’autopsia però sembra parlare chiaro: ad uccidere Jackson è stata un’intossicazione acuta da Propofol, potente anestetico mischiato ad altri farmaci. La dose che portò il cantante al decesso inoltre, gli fu iniettata due ore prima delle prove. Tutte queste cose messe insieme, confermano un’unica testi: omicidio. Anestetici, stimolanti, sedativi, queste le sostanze assunte da Jackson e rese note dalla autopsia. Il cantante assumeva ogni giorno: due iniezioni di Demoral, 100 mg di Zoloft, 10 mg di Ritalin, 20 mg di Prozac, 250 mg di Xanax, 3 mg di Dilaudid per due volte al giorno, due iniezioni al giorno di Vistarl e una dose non specificata di Prilosec.

Omicidio colposo oppure omicidio doloso? Questa la domanda durante il corso del servizio. Jackson è morto per colpa di un medico non esattamente professionale oppure il suo omicidio è stato premeditato? Nel 1984 il cantante si ustiona girando uno spot, questo lo costringerà per tutta la vita a prendere antidolorifici contro il dolore provocato dalle ustioni. Inoltre, l’autopsia sul corpo ha confermato che il cantante soffriva di vitiligine, questo probabilmente ha messo a tacere le voci del suo forte desiderio di cambiare il colore della sua pelle.

Dopo un riassunto che descrive la sua strepitosa carriera amplificata oggettivamente dal suo essere uno degli uomini più famosi al mondo,  insieme alla sua fama, cresce anche la campagna diffamatoria nei suoi confronti. Nel 1993 Jackson viene accusato per la prima volta di pedofilia da Jordan Chandler, ma la storia si concluderà con un cospicuo assegno. Caso vuole che, dopo la morte di Jackson, anche il padre del ragazzino si toglierà la vita. Nel 2003 un documentario girato all’interno di Neverland scatena la seconda accusa di pedofilia che lo porterà in tribunale. Gavin Arvizo, dodicenne malato di cancro aveva conosciuto il cantante e, grazie anche al suo supporto era riuscito a guarire passando a Neverland molto del suo tempo.

Il 20 novembre 2003 il cantante viene arrestato con l’accusa di molestie sessuali nei confronti di un minore rischiando fino a 20 anni di carcere. Il 13 giugno del 2005 viene considerato non colpevole per tutti i dieci capi di imputazione per i quali era stato accusato. Ma le accuse e tutto quello che si è venuto a creare intorno, hanno logorato il cantante nel profondo, tanto da non riuscire quasi a gioire della sentenza totalmente a suo favore. Il cantante non pubblica un album dal 2001 e non affronta un tour dal 1997 e, dato il forte bisogno di riscatto, il 5 marzo 2009 annuncia con una conferenza stampa i suoi ultimi dieci concerti.

Nel frattempo, tornando alla sua morte, il medico, Conrad Murray, prima di occuparsi ufficialmente di Jackson aveva subito la revoca della licenza anche se non fu mai assunto dal cantante bensì dai produttori dei concerti degli show che avrebbe dovuto fare a Londra. Nonostante si sia occupato di Jackson in maniera non esattamente professionale, Murray percepiva uno stipendio mensile di 150.000 dollari. Una delle tristi ipotesi che si ergono sovrane quasi alla fine del servizio riguardano il valore del cantante più da morto che da vivo, ed infatti, dopo il decesso, nei cinque mesi successivi sono state vendute 20 milioni di copie dei suoi CD.

Sarebbe stato in grado di affrontare il tour massacrante che gli avevano imposto? Vale davvero più da morto che da vivo? E le innumerevoli domande? Quelle, ovviamente e tristemente tutte senza risposta.

Seguici e condividi!

Valentina Gambino Author

Giornalista e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *