Fedez e la sua partecipazione ad Amici: “Se vai in TV sei una mer*a ma l’importante è non svilirsi”

E’ ironico, talentuoso, giovane ed intelligente (dote abbastanza rara di questi tempi, credetemi). Lui è Federico Lucia aka Fedez, 23 anni e un disco che sta riscuotendo un successo straordinario. Sig. Brainwash – L’arte di accontentare, questo il suo titolo. Nonostante il successo e la fama, il rapper ha raccontato su Repubblica che non è tutto oro quello che luccica ma, almeno molte pugnalate o cattiverie alle fine gli sono servite per farsi le spalle larghe.

Tutto è iniziato da YouTube, dei video online e delle visualizzazioni strepitose, fino a quando è stato notato e messo sotto contratto dalla Sony. Federico è stato uno dei primi: “L’album l’ho partorito a fatica, ero molto combattuto, era il primo sotto una major. Ora sono tutti amici, va tutto bene, ma all’inizio mi sentivo un po’ solo, conosciuto ma non affermato, e vivevo il peggio della fama” racconta e aggiunge riferendosi ad internet: “In realtà Internet è meritocratico, cioè proprio quello che in Italia non c’è mai stato: è reale, magari violento o stupido, ma è lo specchio del nostro paese”.

Per poi approfondire: “Alla fine se sei bravo, arrivi. Ma devi farti il c*lo doppio, devi stare molto attento a quello che dici e fai, ma io non cambierei la mia storia con nessun’altra, perché mi sono fatto da solo, e in quest’ambiente non dover dire grazie a nessuno conta molto, serve molto a poter decidere la tua strada come vuoi”. Dopo YouTube, il contratto discografico con la Sony e il disco si presenta anche l’occasione della prima apparizione televisiva, avvenuta durante il serale di Amici 12:

Diciamo che ci ho dovuto pensare parecchio prima di accettare, e ora non sono nella posizione di dire quello che penso.

Per poi chiarire:

Ci sono andato, ho sfruttato l’occasione e se si accetta questo è giusto così. L’importante è non svilirsi: finché riesci a portare il tuo mondo in quel mondo e non viceversa, va tutto bene.

Quando il giornalista gli domanda se si tratta o meno di un problema di coerenza, Fedez spiega:

No, non sono per la coerenza. Secondo me il rap non deve essere mai coerente, e questo vale per tutti, per i mainstream, da Fibra (che è mainstream in decadimento), agli altri, Marracash e compagnia, per i nuovi. Il nostro è un ambiente underground: se vai in televisione sei una mer*a, se non rispetti certi canoni dell’hip hop lo stesso, dovrebbe essere una cultura di apertura mentale, e invece è abbastanza bigotto. Per me il rapper nasce incoerente, vive incoerente e muore incoerente. Faccio brutto è la parodia del Gangsta rap che in realtà vive con la madre.

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Valentina Gambino Author

Giornalista e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.

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