Massimo Giletti ed il nuovo programma in prima serata; rettificate le critiche a Virus di Nicola Porro

In attesa di rivederlo a L’Arena in occasione della nuova Domenica In che vedrà nella prossima stagione il ritorno di Mara Venier, Massimo Giletti sta lavorando (con non poche difficoltà) anche alla realizzazione di un nuovo programma di informazione per la prima serata del mercoledì di RaiUno. In merito, qualche settimana fa aveva rilasciato sul settimana TelePiù alcune informazioni, dichiarando: “Con Giancarlo Leone, direttore di RaiUno, abbiamo qualche idea a proposito. Se poi non ci saranno spazi adeguati per sperimentare qualcosa di diverso, vorrà dire che passeremo a sviluppare altri progetti interessanti”.

In una recente intervista al Messaggero però, è tornato sull’argomento dichiarando: “A Viale Mazzini c’è qualcuno che si oppone. Mi rendo conto che non si può piacere a tutti, ma spero che le cose cambino. Dunque c’è ancora da attendere, almeno fino ai primi del 2014. Con Leone stiamo cercando una chiave per fare qualcosa di diverso dagli altri political show, e che sia lontana, molto, dall’Arena”.

Qualche idee già c’è, tanto da dichiarare: “In studio immagino opinionisti sui generis, come potrebbe essere Adriano Celentano, e collegamenti con persone che appartengono all’anonimato. Andremo in onda con quattro puntate secche – una alla settimana – per capire se la formula funzionerà”.

Nonostante nei progetti di Giletti e del direttore di RaiUno ci sia un nuovo programma diverso dal solito, i problemi non mancano; non tutti infatti sembrerebbero d’accordo: “Il direttore Leone è d’accordo. Ma non tutti lo sono. Senza il via libera si rischia il flop. Raiuno non si può permettere di registrare uno share – che so? – del 12 per cento. E’ la prima rete e con un programma di servizio deve arrivare almeno al 19. E’ vero che tanta fiction e diversi varietà fanno meno. Ma qui si tratta di sperimentazione, dobbiamo partire con il piede giusto. Si deve avere coraggio di dare la notizia, di darne una lettura il più imparziale possibile”.

Gli esperimenti, in effetti, non sempre sono andati a buon fine; ecco cosa pensa in merito il conduttore de L’Arena: Virus e dintorni non sono andati bene perché privi di una propria caratterizzazione. Quante volte hanno scopiazzato i format dall’Arena. Io ho preferito fare finta di nulla, tacere, perché tanto conoscevo già la fine che avrebbero fatto. Per avere successo non bastano quattro persone in studio con un paio di filmati. Ci vuole un’idea. Ci vuole credibilità. Tutti gli esperimenti non riusciti dimostrano quanto sia difficile fare tv di informazione in prima serata”.

In merito proprio alle sue dichiarazioni relative alla trasmissione Virus, tuttavia, Massimo Giletti è dovuto nuovamente intervenire all’Adnkronos, per chiarire le sue parole sul programma di Nicola Porro: “Non avevo alcuna intenzione di criticare la trasmissione di Nicola Porro, Virus, mi dispiace se così è apparso, anzi gli riconosco di avere introdotto alcuni elementi di novità in trasmissioni di approfondimento di prima serata. È chiaro che alla domanda della collega de Il Messaggero sui risultati non positivi per ascolti e share ho fatto notare che la messa in onda coincideva anche con un periodo prevacanziero”.

Ha ancora precisato in merito all’intervista al Messaggero (che non sarebbe affatto piaciuta ai piani alti della Rai): “Certo, come ho dichiarato, alcune trasmissioni di altre reti hanno benevolmente saccheggiato alcune cose dal format della mia trasmissione. Ribadisco che non è il caso di Virus e soprattutto che alla base deve esserci un’idea forte perché in tv ormai è stato sperimentato quasi tutto”.

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Emanuela Longo Author

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all’Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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