Ert, chiude la Tv di Stato greca: licenziati 2500 dipendenti

Da ieri sera, stando a quanto annunciato il portavoce del governo greco Simos Kedikoglou, circa 2500 dipendenti della Ert, la tv e radio pubblica equivalente alla nostra Rai, sono stati licenziati in seguito alla chiusura, decisione presa nell’ambito del programma di privatizzazioni delle aziende a partecipazione statale concordato con la troika. La fine di tutte le trasmissioni della televisione pubblica greca, era previsto per la mezzanotte ora locale (le 23 nel nostro Paese), ma il segnale ha smesso di trasmettere un’ora prima del previsto, nonostante gli accorati appelli provenienti anche dalla stessa Unione Europea.

Ad intervenire è stata la polizia che ha neutralizzato il ripetitore principale su un monte nei pressi di Atene. La decisione ha ovviamente scatenato diverse proteste soprattutto da parte dei sindacati e delle forze progressiste, ma anche di alcuni elementi della coalizione di governo. Davanti alla sede di Ert è stata indetta una manifestazione alla quale hanno preso parte i dipendenti licenziati, che hanno chiesto lo sciopero di solidarietà alle altre emittenti.

Stando a quanto spiegato da Kedikoglou, i dipendenti saranno sospesi fino alla riapertura, che si verificherà “il prima possibile”, probabilmente fra tre mesi. Nel parlare della tv pubblica, il portavoce l’ha definita come un “paradiso degli sprechi che si conclude oggi. Che ha una fortuna enorme, i privilegi di regime. È diventato uno scandalo che tutti vedono ma nessuno osa toccare”, che esistono “sei uffici contabili che non comunicano tra loro”.

Kedikoglou ha poi proseguito: “In un momento in cui il popolo greco sta facendo sacrifici non c’è spazio per ritardi o esitazioni, come non ci sono tolleranze di vacche grasse quando vengono ovunque applicati tagli. Ert riceve dal popolo greco, attraverso le bollette, circa 300 milioni di euro l’anno e ha da tre a otto volte il personale necessario. Al posto di Ert appena possibile tornerà un servizio moderno”.

Infine, riferendosi ai lavoratori, questi potranno essere reimpiegati “ma con procedure trasparenti”; obiettivo del governo, resta comunque quello di ridurre gli impiegati pubblici di 2.000 unità entro la fine del 2013 e di altre 14.000 nel 2014.

Fonte: Corriere.it

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Emanuela Longo Author

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all’Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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