Franca Rame e il servizio shock del Tg2 al centro delle polemiche: la replica del direttore Masi

E’ venuta a mancare ieri, all’età di 84 anni Franca Rame, moglie di Dario Fo e che fu un’attrice teatrale, drammaturga e politica italiana dalla vita travagliata. La notizia della sua scomparsa, ovviamente è stata riportata immediatamente sul web dalle varie testate ma anche nelle diverse edizioni dei Tg. Ciò che però ha lasciato in molti sgomenti, è stato il commento della giornalista del Tg2 nel corso dell’edizione delle 13:00 di ieri, che vi riportiamo subito a seguire e che ovviamente ha scatenato immediatamente non poche polemiche.

“Una donna bellissima Franca, amata e odiata. Chi la definiva un’attrice di talento che sapeva mettere in gioco la propria carriera teatrale per un idea di militanza politica totalizzante; chi invece la vedeva coma la passionaria rossa che approfittava della propria bellezza fisica per imporre attenzione. Finché il 9 marzo del 1973 fu sequestrata e stuprata. Ci vollero 25 anni per scoprire i nomi degli aggressori, ma tutto era caduto in prescrizione”: queste le parole utilizzate per descrivere la Rame nel corso del servizio.

Ovviamente, proprio queste parole non sono passate affatto inosservate e a scatenarsi contro il servizio sono state diverse associazioni femministe e antifasciste, tra cui il sito web zeroviolenzadonne.it, secondo il quale il servizio Rai passerebbe quasi come una sorta di giustificazione dello stupro subito dall’attrice compianta. La Redazione del sito sopracitato ha così pubblicato una lettera aperta avente come destinatario il Direttore Marcello Masi, nella quale si legge: “Del suo stupro ha parlato la stessa Franca Rame in più di un’occasione, indicando nella matrice fascista i suoi aggressori. Metterla in discussione o peggio – come è stato fatto nel vostro servizio – ometterla, è sicuramente una scelta ben precisa di cui ci stupiamo.

Ma ciò che più ci fa rabbrividire è la giustificazione neppure troppo velata degli stupratori, perché questo è stato fatto! Incolpare Franca Rame di “approfittare della propria bellezza fisica per imporre attenzione; finché il 9 marzo del 1973 fu sequestrata e stuprata” ci sembra del tutto inaccettabile”.

Ed ancora: “I giornalisti hanno un ruolo determinante nell’informazione, nella formazione e nella costruzione dell’immaginario collettivo. Sostenere che Franca Rame con la sua indubbia bellezza sia responsabile dello stupro di gruppo che ha subito per mano di fascisti e i cui mandanti non sono oramai più sconosciuti è un atto irresponsabile nei confronti di tutte le donne che quotidianamente subiscono violenza – sia essa fisica, psicologica, economica, sessuale – e che decidono di ribellarsi al proprio aguzzino. Ed è anche un atto irresponsabile nei confronti della stessa Rame, che con la forza che l’ha caratterizzata in ogni attimo della sua vita – pubblico e privato – ha deciso di rendere collettiva la sua esperienza drammatica. Perché non si sentiva in colpa, perché non aveva alcuna colpa per essere stata stuprata e selvaggiamente aggredita da fascisti”.

Infine, conclude la missiva: “Chiediamo dunque a Lei e alla giornalista Carola Carulli di spiegarci perché avete deciso di giustificare uno stupro di gruppo e di non citare la matrice fascista degli aggressori”.

La replica del Direttore del Tg2, Marcello Masi non si è fatta attendere e successivamente Masi ha espresso “rammarico per il fatto che qualcuno possa solo immaginare che ci sia qualsiasi giustificazione a ogni forma di violenza nei confronti delle donne e in particolare di Franca Rame, che ha segnato la mia crescita umana. Mi vergogno per quelli che pensano una cosa del genere”.

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Emanuela Longo Author

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all’Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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