Selvaggia Lucarelli minacciata di stupro su Facebook

Ho sempre pensato che internet fosse un mezzo di comunicazione di una potenza davvero straordinaria, talvolta addirittura inimmaginabile, nel senso che, sfruttato a dovere si potrebbero creare dei canali d’interazione davvero forti. Ma internet, non è stato mai usato a dovere, nemmeno alla fine degli anni ’90, quando entravi nelle chat per curiosità a 19, 20 anni e ti trovavi il maiale di turno pronto a scriverti le peggio cose. Nemmeno se creavi un forum d’interazione perché seguivi con gioia un personaggio pubblico, la gente ti metteva in una piazza virtuale creando dei muretti dove gli altri potevano scrivere di te, le cose peggiori, le offese più gravi.

La cosa ti faceva paura, innanzitutto perché imparavi a scoprire che, dietro un nickname, nascosti bene, senza faccia e senza il proprio nome e cognome, tutti potevano (e possono tutt’ora) diventare dei mostri. Oggi esistono i social network, e la gente ci passa ore interminabili, così, come se fossero pagati dal roscio (come lo chiama scherzosamente Selvaggia Lucarelli) per ogni pagina disgustosa che creano “giocando”. Sì, perché loro scherzano, giocano, sono dei birbantelli.

Fanno dell’ironia, sono i re del cinismo, fanno humor nero quando prendono di mira ragazzi down, gente di colore (scrivere nero poi, miei cari ignoranti non è un’offesa, ma anzi è il termine giusto), omosessuali, persone affette da gravi malattie incurabili… loro giocano. Nessuno vi farà del male. Ed invece non si rendono conto che, le minacce di stupro collettivo rivolte ad un donna, soprattutto in questo periodo, fanno davvero orrore. Noi, dobbiamo avere paura pure se navighiamo per qualche ora davanti al PC. Questa gente, con il quoziente intellettivo pari al mio adorato cricetino, dovrebbe imparare che, per fortuna, rappresenta davvero una minoranza.

Ma quello che più mi preme sapere è scoprire perché le donne devono costantemente vivere nella paura, in ogni diamine di luogo. Dal lavoro a casa, voi me lo dovete spiegare… voi, sì, così intelligenti, dotati di umorismo da stupratori, violenti e ignobili esseri umani. Dopo le minacce a Laura Boldrini sono arrivate anche quelle a Selvaggia Lucarelli: la nota blogger e conduttrice televisiva e radiofonica è al momento “vittima” di una pagina che l’ha presa di mira e non cede, non molla, quasi come se portasse avanti una sana battaglia. Ma si legge che loro giocano, che nessuno andrà a casa della Lucarelli a stuprarla.

Non è questo il punto, il discorso è ben più ampio, la violenza verbale che in questo ultimo periodo sto riscontrando su Facebook e Twitter fa veramente paura. Ricordo che parecchi mesi fa anche Rudy Zerbi fu costretto a chiudere il suo account Twitter perché riceveva costantemente minacce. Ma questa, a voi, vi sembra una cosa giusta/normale/sana? Il vostro divertimento è mettere paura alla gente? Ogni giorno, muoiono delle donne, si chiama femminicidio, sapete?

“Il termine femminicidio, o femicidio, si riferisce alle violenze che vengono perpetrate dagli uomini ai danni delle donne in quanto tali, ossia in quanto appartenenti al genere femminile. Il femminicidio comprende inoltre tutti quei casi di omicidio in cui una donna viene uccisa da un uomo per motivi relativi alla sua identità di genere”. (Wikipedia – anche se purtroppo non c’era bisogno).

Volete smetterla? Perché state già incominciando a non fare paura a nessuno, ve lo garantisco. Quando non avremo più paura poi, sarà il nostro disprezzo a gestire le nostre emozioni, dopo aver urlato fino a perdere il fiato. Dopo questo, avrete solo il nostro disprezzo, quello che del resto meritate di ricevere.

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Valentina Gambino Author

Giornalista e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.

Comments

    ericka aimi

    (11 maggio 2013 - 17:17)

    se un cane azzannasse, sbranasse un giorno sì, un giorno no un essere umano,verrebbero abbattuti, o al minimo metterebbero loro la museruola e verrebbero messe in atto forti misure di sicurezza per fronteggiare questa violenza.
    E questo anche se, si sa, non tutti i cani sono uguali!
    Perciò non se ne abbiano a male gli “uomini” emancipati, perbene, quelli che, anche nella loro normalità e semplicità sono meritevoli di essere considerati essere umani! Il confronto non è per loro!
    Ma verso i vili, pervertiti, poveri di spirito e di ogni etica, a loro il mio disprezzo e il mio dispiacere: che da qualcuno vengano considerati “uomini”!

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