SOS Tata, da stasera su La7 la nuova stagione con l’arrivo di Tato Martino

A partire da questa sera, su La7 torna la squadra di S.O.S. Tata, il docu-reality di successo in voga ormai da ben otto edizioni, che si pone il compito di dare alle famiglie il giusto aiuto nella gestione delle dinamiche tra figli e genitori, grazie in particolare all’intervento di un team di educatori molto preparati, nel quale spicca come sempre la saggia presenza di Tata Lucia. La grande novità della nuova edizione, sarà caratterizzata da un nuovo ingresso questa volta maschile, ovvero da Martino Campagnoli, il primo “tato” nella storia della trasmissione, che andrà così ad affiancare l’immancabile Tata Lucia (Lucia Rizzi) e Tata Adriana (Adriana Cantisani) che daranno una mano importante a genitori con figli fin troppo capricciosi e viziati, fornendo utili consigli.

Anche in questa ottava edizione, dunque, vedremo agire il team di S.O.S. Tata alle prese con famiglie aventi figli di età inferiore ai 12 anni, vere e proprie pesti diventate per i rispettivi genitori ormai indomabili e difficili da tenere a bada. Proprio in merito a tale aspetto, il team di esperti in ambito pedagogico ed educativo, staranno al fianco dei genitori, sottolineando le problematiche presenti nella gestione del rapporto con i figli, ma li aiuteranno anche ad adottare il giusto comportamento nei confronti dei figli spesso disubbidienti e troppo vivaci.

In seguito a ciascuna richiesta pervenuta, il team deciderà chi dei tre membri sarà il più indicato per seguire il “caso” mettendosi dunque in viaggio verso l’abitazione della famiglia in oggetto presso la quale resteranno per una settimana, ovvero fino al termine del loro “lavoro”. Tornando invece al neo “Tato”, Martino ha 33 anni e viene da Pesaro; è educatore e animatore di professione e ha fatto della componente ludica la base del suo approccio educativo con i bambini.

Per Martino, “attraverso il gioco si possono trasmettere informazioni, valori, attitudini e risorse fondamentali con il vantaggio di operare in un contesto “protetto”. Con il gioco i bambini imparano cose molto importanti, come la capacità di relazionarsi con il prossimo in un contesto di regole condivise, affrontare argomenti ‘densi’ di significato come la morte o la guerra, senza però che questo possa creare loro dei traumi”.

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Francesca Tordo Author

Appassionata del gossip italiano e non solo. Mi piace scrivere di fiction e anticipazioni Tv.

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